MAGHABERRY. ACCORDO RAGGIUNTO

Confermata da BBC News la notizia anticipata da The Five Demands

Hanno dato esito positivo i colloqui che si sono conclusi oggi a Maghaberry con la fine della dirty protest iniziata la Domenica di Pasqua da una trentina di prigionieri repubblicani detenuti nella Roe House del carcere.
I dettagli dell’accordo restano ‘confidenziali’, ma trapelano i primi dettagli.
Concessa la libertà di associazione, raggiunta un’intesa sulla sospensione del strip searching (perquisizione corporale) e concesso l’utilizzo del campo da calcio.

Il comunicato emesso dichiara: “La discussione si è basata sulla preoccupazione per i diritti e il benessere dei detenuti, tutelando la sicurezza degli ufficiali carcerari e il mantenimento del livello di massima sicurezza della prigione di Maghaberry. “Questo dialogo ha portato ad un esito positivo e ad un accordo per consentire la fine della protesta all’interno della Roe House “.
Oltre all’Irish Congress of Trade Unions , il gruppo di mediatori comprendeva l’Enterprises Creggan di Derry e il Dialogo Advisory Group avente sede ad Amsterdam.
Scontata la soddisfazione del Ministro della Giustizia David Ford, le cui parole sono state: “Il benessere, l’aspetto umano e la sicurezza sia del personale ei detenuti sono stati al centro delle discussioni e sono contento che un accordo è stato raggiunto che permette di accordi riveduti e procedure, ma in nessun modo diluisce la sicurezza del carcere o coloro che lavorano e vivono lì ».
“Mi complimento anche il personale Roe House, che negli ultimi tempi hanno svolto i loro compiti in maniera dignitosa e professionale.
“Il benessere, un regime carcerario sicuro e umano è al centro di una ‘prigione sana’ e il pieno rispetto di tutte le parti di questo accordo porterà a una stabilità duratura.”
Il Mistro della Giustizia ha assicurato che nella prossime settimane verrà adottato un metodo di scanning a sostituire di fatto lo strip searching.
Si intende annullata la white line protest indetta dall’IRPWA per il 14 agosto a Derry.

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Protest by dissident republicans at Maghaberry ends (BBC News Northern Ireland)
Maghaberry Prison
A dispute between dissident republican prisoners and the authorities at Maghaberry jail has ended after talks.
Prisoners had complained about excessive strip-searching and controlled movement.
At one stage, prison officers were offered protective clothing after having urine thrown at them.
A group of mediators, including trade union representatives, said the details of the outcome of the talks would remain confidential.
A statement said: “The discussions were underpinned by concern for prisoners’ rights and welfare, protecting prison officer safety, and maintaining the high security of Maghaberry Prison.
“This dialogue has resulted in a positive outcome and agreement to enable the protest at Roe House to end.”
As well as the Irish Congress of Trade Unions, the mediation group included Creggan Enterprises from Londonderry and the Dialogue Advisory Group which is based in Amsterdam.
‘Difficult’
The outcome of the talks has been welcomed by the Justice Minister David Ford.
He said: “The welfare, safety and security of both staff and prisoners were central to the discussions and I’m pleased that an agreement has been reached which allows for revised arrangements and procedures, but in no way dilutes the security of the prison or those who work and live there.”
He added that it had been a “difficult process” and thanked facilitators for their efforts
He added: “I commend also the Roe House staff who in recent times have carried out their duties in a dignified and professional manner.
“A safe, secure and humane prison regime is at the heart of a ‘healthy prison’ and the full compliance of all parties with this agreement will lead to enduring stability.”
The dispute began on Easter Sunday when 28 dissident republican prisoners barricaded themselves inside the prison canteen and smashed toilets in their cells.
Last weekend, about 100 protestors marched from west Belfast into the centre of the city in the latest in a series of marches to highlight the prisoners’ cause.

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