I TROUBLES E TWITTER

Il Belfast Telegraph ha dedicato un approfondimento a 4 accounts Twitter tutti accomunati dal tema trattato, i Troubles, pur se da punti di vista differenti

Gli utenti di Twitter in Irlanda del Nord, utilizzano sempre più la piattaforma per documentare il  recente passato.

Twitter, fondata nel 2006, è una piattaforma di social media estremamente popolare, con 261 milioni di accounts in tutto il mondo che inviano circa 500 milioni di tweet al giorno. Ci sono circa 13 milioni di utenti di Twitter nel Regno Unito.

Laurence White da un’occhiata a quattro titolari di account Twitter in Irlanda del Nord e analizza il perché si servano di questo social network e le reazioni ai loro tweets.

Uno ha già ottenuto un contratto per un libro, un altro ne sta cercando uno, un terzo usa Twitter per ricordare le persone uccise dall’IRA e il quarto semplicemente prende in giro i politici.

Ecco le loro storie:

Belfast Child
John Chambers ,originario di Belfast, ha un motivo molto semplice alla base del suo profilo Twitter e anche del suo blog: raccontare l’incredibile storia della ricerca di sua madre.

John Chambers
Era cattolica di famiglia fortemente repubblicana di Falls Road, che sposò John Chambers, di retaggio profondamente protestante, negli anni ’60. Fin dall’inizio, ci furono attriti tra le famiglie e, con l’avvio dei Troubles, con i pericoli che ne derivavano per coloro che vivevano relazioni miste, il loro matrimonio si spezzò e la madre di John, Marie, fuggì a Londra con tre dei suoi figli.
Tuttavia, suo marito e i suoi fratelli la rintracciarono e riportarono i bambini a Belfast per vivere nell’interfaccia fortemente lealista di Glencairn. Ogni menzione di Marie fu vietata. I bambini furono portati a credere che fosse morta in un incidente d’auto.
John riprende la storia: “Mio padre morì di cancro ai polmoni all’età di 39 anni, quando avevo 10 anni. Fu alla veglia funebre che capii che mia madre era ancora viva e cattolica”.
“La sua religione rimase un segreto di famiglia poiché mio padre era stato un membro dell’UDA, senza essere coinvolto nella violenza paramilitare”.
“Inizialmente, ero arrabbiato perché aveva sposato una ‘Taig’ (cattolica, ndr), perchè ero cresciuto a Glencairn, dove l’odio per i cattolici era nel DNA. Solo nella mia tarda adolescenza quando incontrai giovani cattolici che condividevano i miei interessi, capii che non erano diversi da me”.
“Iniziai a cercare mia mamma, senza sapere bene come procedere”.
“Ma alla fine la trovai grazie ad una bizzarra coincidenza circa due decenni fa: un amico era in vacanza in Florida e incontrò una coppia in un bar che, ascoltando il suo accento di Belfast, gli chiesero se conosceva una famiglia chiamata Chambers, di Shankill. Lui rispose che era stato mio compagno di scuola”.
“La donna gli rivelò di essere la sorella di mia madre e mi scrisse una lettera, che il mio amico mi consegnò. Da lì scoprii che mia madre aveva cercato di trovare i suoi figli”.
“Io e mio fratello la incontrammo a Preston, nel nord-est dell’Inghilterra e fu bello rivederla dopo tanto tempo”.
“Purtroppo, mia madre è morta lo scorso ottobre, ma ho avuto 20 anni per conoscerla. Anche lei è morta di cancro”.
Aggiunge: “Avevo sempre voluto scrivere un libro sulla mia storia, e misi diversi capitoli sul mio sito: mi venne offerto un affare (libro), ma successe proprio quando la principessa Diana venne uccisa e quindi non se ne fece nulla”.
“Il mio account Twitter e il mio blog sono modi per ottenere visibilità per la mia storia, ma l’ho ampliato per includere molte altre cose – posto tutti i tipi di musica e commemoro anche coloro che sono stati uccisi nei Troubles, indipendentemente da religioni o affiliazioni politiche, e includo tutti – persino i paramilitari che si sono uccisi a vicenda. Ci sono molti giovani in Irlanda del Nord che non sanno cosa sia successo, ho visto cose che nessun bambino dovrebbe mai vedere “.
Ora è in contatto con Stephen Travers, sopravvissuto al massacro di Miami Showband.
“Finché ci saranno sopravvissuti dei Troubles, o famiglie in lutto, continuerò a postare”.
“La gente oggi non capisce quanto fu brutto. Questo è stato uno dei motivi per cui ho lasciato Belfast.”
Ora ha 52 anni e si è sposato con Simone – ex ballerina professionista del West End di Londra (“Non ho mai pensato di avere una possibilità con lei”) – e con due bambini, Autumn e Jude, vive vicino a dove incontrò la madre.
“Quando torno a Belfast, dopo decenni in Inghilterra, la gente sottolinea il mio accento. Ricordo la veglia funebre di mia nonna a Sandy Row e di aver parlato con Alex Higgins. Più tardi lui chiese a qualcuno chi fosse quell’inglese, e ne fui abbastanza offeso”.

Blog Belfast Child e Twitter @bfchild66


On This Day the IRA
Questa pagina, aggiornata quotidianamente, racconta le morti per mano dell’IRA durante i Troubles. Iniziata a gennaio dell’anno scorso, ogni tweet porta il nome della vittima, informazioni su come è morta e, se possibile, ritagli di giornali, foto o persino video.

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L’uomo dietro l’account, Ivan (non il suo vero nome), lavora con un ricercatore per raccogliere le informazioni.
“Sappiamo che ci sono migliaia di persone uccise nei Troubles, ma quante ne ricordiamo? Le vittime non dovrebbero essere statistiche: erano persone reali”.
Ivan, che rivela solamente che membri della sua famiglia furono gravemente feriti dall’IRA, è troppo giovane per ricordare molto di quello che è successo durante i Troubles.
“Si sa che le persone hanno sofferto, ma nessuno vuole davvero parlarne”, dice.
“A causa di ciò e del processo che cerca di riabilitare le persone che aderirono ad organizzazioni responsabili di omicidi, c’è stata una riluttanza nei confronti degli interessi delle vittime”.
“Sono in gran parte state spazzate via dalla storia, quasi come se creassero imbarazzo”.
Ma perché concentrarsi solo sugli omicidi commessi dall’IRA?
Risponde: “Ci sono diverse ragioni: tra tutti i gruppi paramilitari, è il più abile nel giustificare ciò che ha fatto, o nel sostenere che si trattò di una legittima campagna di violenza”.
“L’IRA tentò anche di spacciarsi migliore dei paramilitari lealisti, ma è anche stata colpevoli di omicidi settari. Il massacro di Kingsmill è l’esempio spesso citato, ma chi ricorda la famiglia Herron di Dromore?”.
“Il padre vendeva paramenti lealisti e orangisti e la famiglia viveva in un appartamento sopra il negozio. L’IRA mise un ordigno incendiario nel negozio, che esplose durante la notte, uccidendo il Sig. Heron, sua moglie, Elizabeth e la figlia Noleen, uno dei loro quattro figli. Fu un’atrocità sfacciatamente settaria”.
“Nessuno tenterebbe di difendere omicidi lealisti come fa l’IRA. Oggigiorno, alcune persone che furono membri dell’IRA, sono diventate i portavoce politici di quell’organizzazione”.
“Quando le persone si siedono e discutono su come affrontare il passato, allo stesso tavolo ci sono rappresentanti del movimento repubblicano sotto forma dello Sinn Fein. Non li voglio lì, contribuiscono a decidere come comportarsi in rapporto al passato, e questo è scandaloso.”
Ricorda la morte di Alan Johnston, un falegname di Kilkeel, che fu ucciso mentre aveva “il suo pranzo in una mano e degli attrezzi nell’altra”.
“Questa fu una reazione a Danny Morrison, che disse come i repubblicani avrebbero preso il potere con una urna in una mano e una Armalite nell’altra”, dice Ivan.
Egli cita anche un esempio di ciò che definisce “pulizia” dall’IRA nelle regioni di confine. Douglas Deering, cinquantasettenne padre di 3 figli, era l’ultimo negoziante protestante nel villaggio di Roslea a Fermanagh. Fu ucciso a colpi d’arma da fuoco nel suo negozio il 12 maggio 1977.
“L’IRA disse che venne ucciso dai lealisti perché era rimasto aperto durante lo sciopero degli operai lealisti, ma fu solo un tentativo di nascondere ciò che avevano fatto. Questo dimostra il tipo di onestà di queste persone, se vogliamo abboccare al processo di verità e riconciliazione”.
Ivan, sottolinea di condannare anche gli omicidi compiuti dalle organizzazioni lealiste.
La reazione al suo account Twitter è stata straordinariamente positiva e i followers hanno contribuito con materiale mai visto prima.
Fu contattato dal figlio di un soldato che rimase ucciso in un’esplosione a sud di Armagh negli anni ’70. Quell’uomo non aveva mai visto una fotografia di suo padre, ma Ivan ne scoprì una su un giornale locale dell’epoca. “Era la prima volta che vedeva com’era suo padre”, dice.
Ricorda anche una toccante prima pagina sempre dello stesso giornale, dopo la morte di Lesley Gordon, una bambina di 10 anni uccisa da una booby trap bomb dell’IRA mentre si trovava a fianco di suo padre, un membro dell’UDR, che la stava portando a scuola. Anche il suo fratellino era in macchina, ma sopravvisse.
“La fotografia del Belfast Telegraph mostrava il banco di scuola vuoto e un disegno che aveva fatto solo pochi giorni prima”, dice. “In un’altra occasione, pubblicai una foto di una famiglia in piedi intorno a una tomba aperta di qualcuno ucciso dall’IRA. Non avevano mai visto quell’immagine, ma l’hanno apprezzata”.
Ivan ammette che scrivere gli aggiornamenti quotidiani ha un costo emotivo. “Ricordo di aver trattato le morti nell’attentato di La Mon. Finii di lavorarci intorno all’una, ma poche ore dopo mi svegliai in lacrime a causa delle foto che avevo visto e di quello che avevo scritto”, ha spiegato.
“Ricordo di aver scoperto che il marito di Christine Lockhart (33 anni), morta nell’esplosione, ricevette un risarcimento di 90 sterline per la sua morte. Lasciò il Paese disgustato e andò nelle Filippine, dove ondò una casa per bambini, in nome di Christine”.
“Il marito di Margaret O’Hare, madre di sette figli uccisa da un’esplosione durante il Bloody Friday di Belfast, non ricevette alcun risarcimento per la sua morte poiché era disoccupata, e quindi non venne ritenuto che ne derivassero perdite finanziarie. Suo marito ricevette però un risarcimento per la distruzione della sua Mini nell’esplosione”.
Ivan conclude: “Joseph Stalin una volta disse: ‘Una solo morto è una tragedia, un milione di morti sono una statistica’. Questo è ciò di cui beneficia l’IRA, ma quando il bilancio dei loro omicidi viene suddiviso in singoli casi, ti allontani dall’idea di mera statistica”.

Twitter @OnThisDayPIRA


Irish Border
Questo account, che ha preso il via nel febbraio 2018, è iniziato come uno scherzo, secondo il suo autore, che rifiuta di fornire qualsiasi informazione sulla propria identità, se non che vive vicino a quella parte molto discussa dell’isola.
I tweets dell’account sono scritti come se il confine fosse una persona reale. L’idea è nata da un account della Nuova Zelanda, dove un fiume ha ottenuto lo status legale di persona.

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L’autore di Irish Border (chiamiamolo Jim, anche se non è il suo vero nome) spiega: “Questo è ciò che mi ha dato l’idea: quel fiume è abbastanza schietto nelle sue opinioni”.
È evidente che Irish Border è anti-Brexit. La sua introduzione dà il tono: “Sono al confine tra Irlanda e Irlanda del Nord, sono già senza interruzione e senza attriti, grazie. Ho un pò paura delle infrastrutture fisiche”.
Jim aggiunge: “Il confine ha 90 anni, ha vissuto momenti difficili e per 20 anni ha sperimentato la pace e ha pensato di esser ormai in pensione. Ora invece pensa di avere ancora un po’ di lavoro da fare. Come chiunque in quella posizione, non vuole dover tornare allavoro, grazie mille. ”
La Brexit, ovviamente, è un materiale ricco per chi vuole affondare un colpo sarcastico alla politica.
Commentando le continue richieste di estensione dell’articolo 50, il confine irlandese dice: “Ora non possono decidere per quanto tempo essere indecisi.”
E sul caos di Westminster: “Backstop ancora intatto, ERG non così tanto.”
Jim dice di postare ogni giorno. “Non c’è carenza di materiale, ma è anche difficile perchè si continua ad andare avanti e non è cambiato molto da quando è stato avviato questo account, tuttavia, parte della commedia è quanto sia noioso come continuino a ripetere le cose. Sarebbe bello vedere la fine della Brexit, ma probabilmente continuerà fino a ottobre”.
“Sono diventato un po ‘schizofrenico’, cercando di bilanciare i miei sentimenti e le opinioni espresse da Irish Border. Vuole solo essere lasciato così com’è”.
“Forse c’è una differenza tra ciò che sento e ciò che sente l’Irish Border”.
Ma una cosa è certa: il confine irlandese non è un qualcosa di divertente – il suo autore si è appena assicurato un accordo per la pubblicazione di un libro in ottobre. “Sarà scritto dall’account. Un libro non è mai stato un’idea, ma è grandioso” dice.

Twitter: @BorderIrish


MLAs and The Like
Un altro account per attirare l’attenzione dei politici, anch’esso di ispirazione estera, in particolare da un altro account che mostrava il leader nordcoreano Kim Jong-un intento a guardare cose a caso.

mlas and the like
L’autore “Paul” spiega: “Questo mi ha dato l’idea di mettere in mostra i nostri politici imbarazzanti. Iniziai su Facebook circa sette anni fa: l’Esecutivo e l’Assembly si rivelarono una ricca fonte di materiale e in seguito sono passato a Twitter”.
“Non c’era alcun scopo politico: era solo divertente, alcuni ministri erano recidivi e non erano stati consigliati dai loro addetti stampa su cosa fare in occasione di opportunità fotografiche”.
“All’epoca, Mairtin O Muilleoir si autoproclamava il re di Twitter, seguito da un numero sempre maggiore di MLAs sulla piattaforma: Twitter divenne una fonte di materiale molto più ricca di Facebook”.
“Arlene Foster, quando era a capo del Department of Enterprise, Trade and Investment, non sembrava avere filtri. Fu fotografata mentre faceva cose che si prestavano a sottotitoli umoristici, un altro esempio fu Barry McElduff, fino a quel momento tutto era andato storto per lui.
“In confronto, David Ford, quando era ministro della giustizia, sembrava essere molto ben informato, quindi era difficile prendersene in giro. Non abbiamo mai trovato immagini particolarmente divertenti su di lui”.
Tuttavia, la caduta dell’Esecutivo ha significato un cambiamento nell’interesse verso i parlamentari della provincia.
‘Paul’ segue il maggior numero possibile di politici sui social media e alcuni dei commentatori politici più noti.
“Sono grandi fonti di foto”, spiega Paul.
Sostiene di essere apolitico e di non volersi scagliare contro una particolare fazione. “Nulla è fatto con particolare malizia, ma se qualcosa sembra ridicolo, commenterò”.
“Sono stato definito lealista e repubblicano in tempi diversi, quindi suppongo che ciò dimostri il mio punto di vista.”
Nonostante tutti i partiti policiti siano stati suo bersaglio, solo il DUP e lo Sinn Fein hanno interagito con il profilo Twitter.

Twitter: @MLAsAndTheLike

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