TROUBLES. RICHIESTO UNO STUDIO SUI SUICIDI

E’ stato chiesto l’avvio di uno studio sul reale tasso di suicidi legati ai Troubles, che potrebbe portare ad un aumento delle vittime

La richiesta è partita dopo le confidenze rilasciate da un ex soldato UDR part-time, Ernie Wilson (82),  sul suicidio del figlio James dopo che l’attentato dell’IRA contro un autobus scolastico guidato dal padre. James si incolpava di non aver individuato la bomba, mentre aiutava il genitore a controllare il veicolo ogni mattina.

Wilson dice di non essersi mai ripreso dalla perdita del figlio.
Da qui la domanda di un studio che documenti formalmente quanti suicidi debbano essere considerati, a tutti gli effetti, nella conta delle vittime. Circa 3.600 persone hanno perso la vita nei Troubles, ma la morte per suicidio non è mai stata inclusa

A sostenere la richiesta di Wilsono è Kenny Donaldson, Direttore dei Servizi del South East Fermanagh Foundation.

“Chiediamo una ricerca definitiva che esamini il vero bilancio delle vittime dei Troubles”, ha detto.”All’interono della famiglia Niedermayer, ci furono tre suicidi immediati connessi all’omicidio di Thomas Niedermayer da parte dell’IRA. Siamo fermamente convinti che questi individui non saranno dimenticati e che coloro che hanno inflitto la violenza, causando questa reazione a catena, debbano essere ritenuti responsabili di ciò che hanno fatto”.

Siobhan O’Neill, professoressa del Mental Health Sciences all’Ulster University, ha detto che durante i Troubles, il tasso di suicidi in Irlanda del Nord era abbastanza simile a quello delle altre aree delle isole britanniche. Ma ora il tasso nel Nord Irlanda è il doppio di quello in Inghilterra, ha aggiunto.

Il Nord Irlanda investe solo il 5-6% del budget per la salute mentale, contro l’11% dell’Inghilterra.
La ricerca di Sioban O’Neill ha rilevato che il Nord Irlanda presenta tassi più elevati di disturbo da stress post-traumatico (PTSD) rispetto ad altri 30 Paesi, tra cui Sudafrica e Libano.

La Commission for Victims ha prodotto una ricerca nel 2015.
“È stato ampiamente riconosciuto che l’attività legata ai Troubles ha portato a una serie di disordini mentali, abusi di sostanze, isolamenti e suicidi”, ha affermato.
Tuttavia, indipendentemente da come sono morte le persone, è importante riconoscere che il ‘dolore indescrivibile’ che le famiglie devono affrontare ed è necessario sostenerle.

Jonathan Ganesh, sopravvissuto all’attacco con l’IRA del 1996 a Canary Wharf, afferma che i sopravvissuti di Troubles sono spesso ossessionati da continui flashback di eventi traumatici.

“Spesso mi sveglio di notte e penso ancora di essere sepolto tra le macerie, dopo la bomba del 1996” – Jonathan Ganesh

Ganesh, presidente della Docklands Victims Association, ha dichiarato che due membri si sono tolti la vita e altri cinque hanno provato a farlo.

Fonte NewsLetter

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