CENTENARIO DEL NORD IRLANDA: E’ GUERRA TRA UNIONISTI E NAZIONALISTI

La retorica nazionalista può sopravvivere solo parlando male di Unionismo e Nord Irlanda – Ian Paisley Jr (DUP)

Non c’è niente da celebrare. E’ un tentativo di riscrivere la storia della brutalità e della repressione creata dalla partizione – Conor Murphy (Sinn Fein)

La diatriba è scoppiata dopo la proposta unionista, presentata al Mid and East Antrim Council, di festeggiare il centenario della provincia del Nord Irlanda, che ricorrerà nel 2021.
Un’occasione per celebrare i successi ottenuti e per commemorare eventi significativi , tra cui la Seconda Guerra Mondiale, il Belfast Blitz e i Troubles.

Conor Murphy, MLA dello Sinn Fein, ha descritto la mossa come “un tentativo di riscrivere la storia della brutalità e della repressione, create dalla partizione”.
Un commento che ha portato Gregg McKeen, leader DUP nel Council,  ad accusarlo di “creare una divisione settaria”.

La mozione ha ricevuto pieno sostegno alla riunione mensile del Consiglio di lunedì.  Contrari : Patrice Hardy dello Sinn Fein e Declan O’Loan del SDLP.
Parlando alla riunione, O’Loan ha dichiarato che “non c’è molta ragione” per celebrare la creazione di NI, descrivendo la provincia come “nient’altro che un fallimento economico e sociale”.
“Al momento della partizione, le Sei Contee contribuivano all’80% della produzione industriale irlandese, e Belfast era la città più grande. La situazione ora è completamente invertita. Le esportazioni dall’Irlanda nel 2017 si erano attestate a 280 miliardi di euro, mentre dal Nord Irlanda, a 10 miliardi di euro”.
“Siamo una società divisa come sempre. La violenza è endemica, i gruppi paramilitari continuano la loro attività, abbiamo avuto numerosi anni in cui nessun governo locale è stato possibile, e l’Assemblea non si riunisce da 2 anni”.

Le osservazioni di O’Loan hanno suscitato una forte reazione da parte di Ian Paisley Jr, che ha affermato che la retorica nazionalista “può sopravvivere solo parlando male di Unionismo e Nord Irlanda”.
“La continua campagna di terrore” condotta dall’IRA ha “arrestato la crescita economica” del Nord Irlanda, ha dichiarato Paisley a NewsLetter.
“Ai nazionalisti conviene ignorare tutto questo, dato che la loro ideologia è offuscata dalle proprie conseguenze”, ha aggiunto.
“Nonostante i 40 anni di terrore, l’Irlanda del Nord è sopravvissuta, ora vanta i più bassi livelli di disoccupazione nella nostra storia, i più alti livelli di investimenti interni al di fuori di Londra ed è un centro nevralgico per molte attività ‘chiave’. Il nazionalismo sopravvive in un dialogo in cui si tratti con sufficienza di Irlanda del Nord, quindi non sono sorpreso da questi commenti”.

Fonte NewsLetter

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