QUEEN’s UNIVERSITY: IL VOTO DEGLI STUDENTI SULL’IRLANDA UNITA

L’annuncio di un controverso sondaggio sull’Irlanda unita, ha sollevato numerose discussioni tra gli studenti del Queen’s College

Sono due i referendum che si terranno all’Università di Belfast, lunedì 27 ottobre. Il primo, chiederà agli studenti di esprimersi sull’Irlanda unita, mentre il secondo domanderà se la comunità studentesca debba o no restare politicamente neutrale.  Il gruppo studentesco aderente allo Sinn Fèin, ha raccolto numerose firme, durante il “Fresher’s Week”, per sollecitare il sondaggio, mentre la fazione unionista intende fermarlo.  Sebbene questa non fosse un’opzione, hanno sostenuto il secondo,quello sulla neutralità politica. L’opinione riguardante l’Università è discordante.

Oisin Hassan, dello Sinn Fèin, ha detto “Non crediamo che la questione provochi divisioni, non l’abbiamo sollevata per offendere qualcuno, crediamo solo nel processo democratico, e nel mantenere una discussione all’interno di un corpo studentesco, formato da persone intelligenti. Lo stesso dibattito è aperto, rispettoso e molto positivo,e penso che si possa dimostrare di riuscire ad attuarlo in modo tale da risultare positivo per il futuro”

Cathy Corbett, del movimento “Keep QUB neutral” ha dichiarato “Tutti noi abbiamo bisogno di discutere sul futuro del Nord Irlanda, ma sento che, in qualità di centro educativo, il Queen’s sia la perla del sistema didattico dell’Irlanda del Nord, e dovremmo usarlo come un esempio di integrazione studentesca e, per me, prendere posizione su questioni che creano divisioni,potrebbe riportarci indietro, rispetto al desiderio di un futuro condiviso”

Qualcuno ha aspramente criticato il referendum di lunedì 27 ottobre, definendolo un mero esempio di settarismo politico, ma non tutti concordano su questo punto di vista.

Kylie Noble, dal “The Gow”, giornale studentesco: “E’ una sorta di ” resoconto in verde e arancio”, ma penso sia molto di più, dal momento che le argomentazioni dello Sinn Fèin su un’Irlanda unita, non sono basate solo su vecchie questioni, ma su temi attuali, riguardanti quanto il Regno Unito spenda in armamenti e su quanto, invece, tagli sul welfare. Per quanto riguarda la campagna sulla neutralità, invece, non è solo un problema Unionista: ci sono studenti internazionali, come si può vedere dai segnali che arrivano al di fuori del fronte Unionista, in Arabo e Cinese”

Il Queen’s non è nuovo a votazioni controverse e, ancora una volta, questo referendum suscita galvanizzanti discussioni. Con i dibattiti ancora aperti sul futuro del Regno Unito, seguiti al referendum in Scozia, i politici locali seguiranno il voto con grande interesse.

OneIsland

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