BLOODY SUNDAY, RABBIA DEI FAMILIARI: “UNIONISTI MINANO IL PROCESSO DI PACE”

John Kelly, fratello di una delle vittime della Bloody Sunday, ha lanciato l’accusa a chi insiste per l’immunità ai paracadutisti britannici

Durissima la reazione delle delle quattordici vittime della Bloody Sunday, trovatesi loro malgrado coinvolte nella polemica sulle lettere agli On-the-Run dell’IRA.

Molti parlamentari Conservatori hanno infatti lanciato appelli al Governo britannico perché invii lettere simili anche ai paracadutisti colpevoli del massacro del 30 gennaio 1972. Tra le voci della polemica anche alcuni giornali, tra i quali spicca il titolo del Daily Mail di oggi: “Se i sospettati di terrorismo hanno l’immunità, perché i coraggiosi paracadutisti britannici?”

Per John Kelly, la Bloody Sunday non può essere paragonata ad altri eventi del conflitto. “Ogni volta che la Bloody Sunday viene usata come fosse una partita di calcio politica, il dolore e il turbamento inflitti alle famiglie aumentano. Ci sta veramente infastidendo che gli Unionisti usino queste argomentazioni perché fa loro comodo”.

“Stanno cercando di usarci per minare l’intero processo di pace, ma noi non glielo permetteremo, perché le famiglie della Bloody Sunday supportano il processo di pace”, ha aggiunto.

Gli ha fatto eco Colum Eastwood, MP del SDLP per Foyle, che ritiene necessario che le vittime della violenza di Stato “ricevano garanzie che non c’è nessun accordo segreto su processi futuri”.

“Tutti siamo rimasti turbati e sconvolti da queste rivelazioni”, ha proseguito. “Questa amnistia amministrativa non solo nega la giustizia alle vittime delle stragi dell’IRA, ma mette anche in dubbio il futuro delle campagne per la giustizia per le vittime della violenza di Stato”.

“Ricordo fin troppo bene il vigoroso impegno con le famiglie delle vittime della Bloody Sunday e altre hanno cercato di impedire che lo Sinn Féin e il Governo britannico stringessero accordi che garantissero amnistie per gli On-the-Run e le forze dello Stato in crimini dei Troubles”, ha concluso.

Martin McGuinness ha lanciato un appello a “calma e sangue freddo, leadership forte e responsabile”: “Dobbiamo lavorare insieme su queste questioni e smettere di attirare l’attenzione”, ha dichiarato ieri a Stormont.

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