HIGH COURT: “INVALIDA” L’INDAGINE SULL’OMICIDIO DI PEARSE JORDAN

Ci sarà una nuova indagine sull’omicidio di Pearse Jordan: storico il verdetto dell’High Court su uno dei più controversi casi di shoot-to-kill

Pearse Jordan, Volontario dell’IRA, aveva 22 anni quando una squadra della RUC lo freddò su Falls Road con tre colpi alla schiena, dopo aver urtato la sua auto con la propria, che non portava insegne.

In ottobre 2012, un’indagine a lungo rimandata fallì perché la giuria era divisa su alcuni punti chiave, tra i quali stabilire se la polizia abbia o meno usato forza adeguata alle circostanze.

Nella sentenza odierna, che potrebbe creare un precedente per casi futuri, il giudice ha dichiarato la RUC (ora PSNI) colpevole di un ritardo di 11 anni nel tenere l’udienza, e ha specificato che potrebbe essere chiamata a rispondere dei danni.

Le 129 pagine di verdetto stabiliscono, quindi, che i risultati dell’inchiesta sono giudicati invalidi sulla base di alcuni punti:

  • Il fatto che la famiglia Jordan sia stata tenuta all’oscuro del rapporto Stalker/Sampson, un’indagine su altri casi di shoot-to-kill;
  • Il rifiuto di permettere che i legali della famiglia utilizzassero il contenuto del suddetto rapporto per i controinterrogatori dei testimoni della PSNI/RUC che giocarono un ruolo chiave nell’assassinio di Pearse Jordan;
  • La decisione di mantenere una giuria che potenzialmente si sarebbe potuta dividere, e il rifiuto di sollevare dal caso un giurato che insisteva che l’inchiesta fosse ingiusta;
  • La forma limitata del verdetto consegnato dalla giuria e il fatto che il coroner l’abbia accettata.

Riconoscendo che l’appello della famiglia Jordan si basava sul fatto che ci fosse una giuria in un caso tanto delicato, che richiede per forza l’unanimità, il giudice ha poi decretato che, “se esiste realmente il rischio che un solo giurato porti ad una sentenza distorta, allora non c’è altra soluzione che condurre l’inchiesta senza una giuria”.

Da parte della famiglia di Pearse Jordan, sollievo e soddisfazione. “Abbiamo aspettato vent’anni che venisse aperta un’inchiesta giusta e completa. Speriamo che questa lo sarà”, ha dichiarato il padre, fuori dall’aula.

Anche il suo legale, Fearghal Shiels dei Madden & Finucane Solicitors, si è espresso sul verdetto: “Ora, la famiglia Jordan attende con impazienza un’inchiesta discussa solamente davanti a un coroner o ad un giudice, e libera dal reale rischio di verdetti ingiusti causati da giurati che potrebbero rivelarsi incapaci di mettere da parte convinzioni religiose o politiche per raggiungere un verdetto basato solo sulle prove effettive”.

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