BUFERA SULLE INCHIESTE DELL’HET. BAGGOTT: “MI DISPIACE”

L’Historical Enquiries Team non ha indagato propriamente sugli omicidi commessi dai soldati britannici in Nord Irlanda: nella bufera le scuse di Matt Baggott 

Rigore ed imparzialità sono concetti estranei alle inchieste dell’HET sui casi irrisolti dei Troubles, specialmente se le vittime sono morte sotto il fuoco dei soldati: è la conclusione di un delicato rapporto dell’Her Majesty’s Inspectorate of Constabulary, scintilla che ha scatenato una polemica infuocata.

“Ci ha lasciati gravemente preoccupati l’incoerenza rilevata dalla nostra ricerca”, si legge nel rapporto dell’HMIC. “Temiamo che possa seriamente minare l’affidabilità dell’HET come organo d’indagine sugli omicidi di stato, e la sua effettiva capacità di decidere se e quando l’impiego di forze sia stato giustificato, di fatto compromettendo le possibilità di identificare e punire i responsabili”.

“Mi dispiace che l’HET abbia seguito una politica sbagliata”: Matt Baggott, capo della PSNI, si è scusato, ma alle famiglie delle vittime non basta.

“Il passato torna a perseguitarti”, ha dichiarato a UTV il fratello di Frank Rowntree, che aveva appena 11 anni quando un proiettile di gomma sparato da un soldato gli tolse la vita. “L’HET avrebbe avuto il compito di portare finalmente alla luce la verità, invece continuano a cambiare le carte in tavola, la nostra fiducia è stata tradita. Cosa ci aspetta ancora?”

Nel loro caso, come in tanti altri, l’HET avrebbe avuto il compito di rintracciare il soldato che sparò quel colpo fatale ed interrogarlo; la famiglia ricevette una lettera in cui si affermava che fosse stato trovato, ma che soffrisse di demenza senile e non fosse perciò in grado di ricostruire gli eventi. In realtà, gli investigatori non lo incontrarono mai.

Eclatante anche la tragedia della famiglia Deery, il cui figlio, Manus, morì a 15 anni nel Bogside di Derry, mentre giocava con gli amici, stroncato da un proiettile sparato da un soldato. Nelle indagini che seguirono l’omicidio, figurarono addirittura una dichiarazione di una certa Margaret Deery, dichiarata madre di Manus, quando in realtà il nome della vera madre era Mary Ann, e la deposizione di riconoscimento del corpo rilasciata da uno “zio”, Jim McLaugh, che non è mai esistito.

Davanti all’evidenza, Baggott non può che promettere: “I casi che coinvolgono le forze dello Stato saranno riesaminati. Dimostreremo che tutto questo è finito”.

Intanto, le associazioni hanno iniziato a mobilitarsi contro l’HET: Relatives for Justice ne ha auspicato lo smantellamento, e la Loughgall Truth and Justice Campaign ha ritirato ogni appoggio e collaborazione.

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Un pensiero su “BUFERA SULLE INCHIESTE DELL’HET. BAGGOTT: “MI DISPIACE”

  1. Credo che le conclusioni della HMIC fossero palesi a chiunque si fosse interessato anche solo un po’ alla storia delle sei. “Sorprendono” solo il nostro eroe Baggott, che o ha vissuto su un altro pianeta (sul quale spero torni presto), o nella migliore delle ipotesi ha tenuto gli occhi molto chiusi durante tutto il tempo del suo incarico attuale.

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