TERRORISM ACT. DUFFY SI APPELLA ALLA CORTE EUROPEA PER I DIRITTI UMANI

Per il Terrorism Act 2000, un sospetto può rimanere in carcere fino a 28 giorni prima che siano formulate accuse e il caso venga portato in tribunale. Colin Duffy si è rivolto alla Corte Europea per i Diritti Umani nel tentativo di mettere una fine a questa strategia in atto ormai da più di un decennio

Violazioni dei diritti umani e internamento: è ciò che Colin Duffy tenterà di denunciare con questo ricorso in appello. Se vincesse, costringerebbe il governo britannico a modificare la controversa legislazione anti-terrorismo.

Duffy, già vittima numerose volte della macchina detentiva britannica, è rimasto in carcere due anni prima che l’accusa che lo legava all’attentato di Massereene (2009) finalmente decadesse, un anno fa. Fu durante quel processo che fu rilevata una violazione dell’articolo 5 della Convenzione Europea sui Diritti Umani.
Prima di allora, Duffy fu oggetto di procedimenti penali nel 1995 e nel 1997; entrambe le volte fu completamente scagionato dopo un periodo di detenzione preventiva.

Arrestato due giorni fa, al momento è ancora detenuto in custodia.

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