BLACK SATURDAY RIOTS, LO SHOCK DI UNA GIORNALISTA

Da più di cinque anni reporter per News Letter delle parate che percorrono Donegall Street, Rebecca Black scrive da testimone oculare di essere rimasta “scioccata” per i disordini scoppiati sabato mattina

“Al posto del solito scenario sonnolento, c’erano file di Land Rovers e centinaia di poliziotti.
La ragione è divenuta chiara quando abbiamo iniziato scorgere la stretta via, colma di lealisti e dei loro sostenitori, e dei residenti nazionalisti in protesta.
Le porte della St. Patrick’s Church erano aperte e il personale, nervosamente, stava a guardare.
Un fortissimo boato di approvazione si è levato mentre la testa della parata avanzava, con le bande che suonavano nonostante il divieto della Parades Commission.
Un agente ha avvertito al megafono ogni banda che si trattava di una palese violazione della legge, ma hanno continuato a suonare.
La tensione saliva mentre la processione passava, le due fazioni si fischiavano a vicenda e si scambiavano insulti. Poi, improvvisamente, l’ordine si è disintegrato nel caos, e tra spintoni e gomitate sono iniziati i primi lanci di oggetti contundenti.
I tentativi della polizia di separare le due fazioni nella via, che è stretta, sono stati notevoli, ma sono costati il ferimento di sette agenti. Ho visto con i miei occhi un agente cadere a terra dopo essere stato colpito in testa con un cono stradale.
Mentre iniziava il prevedibile botta e risposta di accuse, tra i preti della St. Patrick’s Church la sofferenza era autentica.
Sia che i suonatori stessero pestando sui tamburi più forte del normale, sia che l’effetto fosse dovuto all’acustica della strada, potevo letteralmente sentire nelle ossa le vibrazioni, e come me anche l’anziano prete che stava immobile sulla porta della chiesa.
Era visibilmente sconvolto. Ha chiesto perché le bande non potessero mostrare un po’ più di rispetto per la chiesa, ma aggiungendo anche che molti membri del gruppo dei residenti non erano andati a Messa.
Il responsabile della St. Patrick’s, Micheal Sheehan, è riuscito semplicemente a dichiarare di essere rattristato, domandando perché la banda abbia suonato canzoni come The Sash se non per causare consapevolmente dolore, prima di fermarsi perché ‘troppo arrabbiato per continuare a parlare’.
Al ritorno, i disordini sono scoppiati di nuovo. Stavolta, alcuni dettagli indicavano che qualcuno fosse arrivato preparato ai riots. Cinque ragazzi erano vestiti tutti uguali, con magliette del Celtic, e pantaloni da tuta grigi, forse una possibile tattica per evitare di essere identificati.
Gli unionisti hanno accusato la Parades Commission di aver incendiato questo nuovo punto caldo, per i nazionalisti la causa è stata il comportamento dei lealisti. Ma su una cosa non c’è dubbio: quello che è successo avrà pesanti conseguenze per le future parate in città.
Donegall Street è parte integrante di tutte le principali parate, dall’annuale parata della Twelfth a quella del Covenant, il mese prossimo.
A meno che i problemi non siano risolti, ci potrebbero essere gravi ripercussioni per le prossime parate a Belfast.

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