STRAGE DI LA MON. LE FAMIGLIE CHIEDONO UNA PUBBLICA INCHIESTA

Alla vigilia del 34°anniversario dell’attentato all’Hotel La Mon, East Belfast, nel quale morirono dodici membri dell’Irish Collie Club, i familiari delle vittime criticano aspramente il rapporto dell’HET: “Manca d’integrità e moralità”

“Alcuni documenti della polizia, cruciali per questo caso, sono andati persi”: è questo ciò che appare dall’inchiesta dell’Historical Enquiries Team (HET), durata due anni e pubblicata oggi, sulla stage dell’Hotel La Mon firmata IRA.
Le famiglie, rappresentate dall’Ulster Human Rights Watch, hanno rilasciato una dichiarazione colma di delusione e rabbia, insistendo perché sul caso sia aperta un’inchiesta pubblica ed indipendente.
“A quando pare, documenti chiave sono stati rimossi, con il chiaro intendo di proteggere membri dell’IRA che potrebbero oggi essere coinvolti nel processo di pace ai suoi vertici.
Questo caso, come altre importanti indagini, a quanto pare non fa che dimostrare che si preferisce mantenere la verità nascosta per timore che possa danneggiare l’attuale sistema politico”.
“È urtante che le indagini su un attacco descritto dal RUC come ‘un orribile ed indiscriminato omicidio di massa’ siano state ostacolate dalla ‘perdita’ di documenti chiave”, continua lo statement. “Considerando le circostanze di questo crimine orrendo, e la certezza di un coinvolgimento dell’IRA, siamo sconvolti dalla mancanza di diligenza mostrata dalla PSNI/RUC nell’assicurare la conservazione di tutte le informazioni relative all’indagine, e chiediamo di verificare l’integrità e l’accuratezza dell’intero programma di inchieste storiche”.
Per Billy McDowel, che rimase ferito, il rapporto “ha sollevato più dubbi che trovare risposte”.
“Ci siamo incontrati con l’HET almeno cinque volte negli scorsi due anni, e ogni volta speravamo in buone notizie. Ma adesso siamo solo delusi, il rapporto non contiene molto più delle scarne informazioni di cui già eravamo in possesso, e lascia tanti interrogativi ancora senza risposta”.
Ancor più dura la reazione di Jim Mills, che ha perso la moglie e la cognata nell’attentato: “È solo una farsa. Abbiamo sprecato due anni. Abbiamo cercato di non crollare – e non siamo in grado di sostenere tutta questa pressione – e così abbiamo passato due anni, e non è servito a nulla. È ridicolo, non credo ci si possa sentire più delusi di quanto lo sono io adesso. Per quanto mi riguarda, non ci hanno detto assolutamente niente, niente di niente. Vorremmo sapere chi è stato, non stiamo chiedendo così tanto. Più o meno sanno chi è stato, ma non hanno il permesso di dirlo perché non ci sono state accuse formali”.
Ed in effetti, proprio il direttore dell’HET, David Cox, spiega in una lettera alle famiglie che “non sono risultate prove evidenti nemmeno dopo le indagini e i rilevamenti scientifici aggiuntivi”, e che “l’HET non può fare in nomi di persone che non siano mai state accusate o condannate per reati connessi all’attentato di La Mon, o il cui nome non è legittimamente di dominio pubblico”.
In tutto, trentasei persone, per la maggior parte sospettate di appartenere alla Provisional IRA, erano state interrogate sulla vicenda, ma nessun fermo era stato convalidato.

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