COLIN DUFFY, “FINALMENTE LIBERO”

Il racconto di uno dei familiari di Colin Duffy: lo stupore per l’inatteso verdetto, la tragicità dell’ergastolo comminato a Brian Shivers, il rilascio ostacolato dall’autorità carcerarie di Maghaberry, l’onta lealista all’uscita dell’Antrim Court House e finalmente il ritorno a casa

Traduzione a cura di Sara Parmigiani
tratto da “Friends of Colin Duffy

Le parole non possono descrivere le tante emozioni abbiamo vissuto oggi. Quando il giudice ha detto che l’accusa non era riuscita a dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio che Colie era colpevole di tutti capi di accusa, siamo rimasti a bocca aperta (non abbiamo applaudito o gridato come è stato riportato da alcuni media) e subito il giudice ci ha ordinato di uscire e la PSNI/RUC si è precipitata dentro e ci ha fatto uscire. Sono onesto, eravamo in stato di shock totale , ma dopo tanti abbracci e qualche lacrima di gioia il nostro pensiero è andato ben presto a Brian e abbiamo aspettato con ansia il suo verdetto. Abbiamo cercato di tornare in aula per dare il nostro sostegno a Brian, ma ci hanno negato l’ingresso così abbiamo aspettato pazientemente fuori per quelle che sono sembrate ore.
Poi è arrivata la terribile notizia che Brian non sarebbe tornato a casa e la nostra gioia è subito scomparsa. Siamo andati da un massima gioia alla completa devastazione.
Prevedavamo che Colie, che era con il suo avvocato in attesa sul verdetto di Brian, sarebbe apparso, ma non c’era traccia di lui.
Nel frattempo, il parcheggio all’esterno si stava riempiendo di lealisti che gridavano e sbeffeggiavano. Ci è sembrato un’infinità prima che uno del team legale di Colie uscisse e ci ha detto che si stavano rifiutando di rilasciare Colie, che abbiamo poi saputo era stato rinchiuso in una cella di detenzione con il suo avvocato. Il motivo che hanno addotto era che la prigione di Maghaberry rifiutava di accettare l’assoluzione e voleva la conferma da parte del giudice!
Alla fine Colie è apparso e abbiamo lasciato il tribunale per quello che posso solo descrivere come i metri più faticosi che io abbia mai camminato … I lealisti urlavano contro di noi, ci sputavano addosso, ci minacciavano in faccia ed è stato il caos. Eravamo tutti separati dalla folla di lealisti e di giornalisti e non dimentichiamo che la RUC/PSNI ha permesso la folla di arrivare fino davanti a noi. Quando siamo finalmente saliti sulle nostre auto, ci hanno circondato sputando sui finestrini, battendo le auto, stavano in piedi davanti alle macchine rifiutando di muoversi e cercavano di aprire le portiere. Siamo finalmente usciti dal parcheggio ed è iniziato il nostro viaggio verso casa.
Nella casa a Lurgan, Colie si è riunito con la moglie ei figli e vi si sarebbe spezzato il cuore a vedere la gioia di tutti i loro volti.
Eravamo assolutamente al settimo cielo, ma a dire il vero nessuno di noi erano in vena di grande festa perchè Brian e la sua famiglia erano costantemente nei nostri pensieri, ma siamo lieti che Colie sia a casa con la moglie e la famiglia e state certi che sarà altrettanto imponente il suo impegno dal di fuori, così come ha fatto dall’interno di Maghaberry, per ottenere che venga attuato l’accordo di agosto (2010).

Colin Duffy in prima linea per i Pows a Maghaberry


Immagini tratte da Demotix Images e Press Eye

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