MASSACRO DI BALLYMURPHY, SARÀ APERTA UN’INCHIESTA

Dopo quarant’anni di giustizia negata, il Procuratore Generale, John Larkin, acconsente alla riapertura delle indagini sulla strage di Ballymurphy

Agosto 1971. Dieci civili perdono la vita sulle strade di Ballymurphy, West Belfast, per mano dello stesso Reggimento Paracadutisti dell’Esercito Britannico che solo cinque mesi più tardi aprirà il fuoco su una marcia per i diritti civili a Derry uccidendo altre quattordici persone in quella che è passata alla storia come “Bloody Sunday”.
Ma alle vittime del massacro di Ballymurphy la giustizia ha continuato ad essere negata: solo la decisione di Larkin, accolta con sollievo e speranza dalle famiglie, sembra riaprire nuove strade: “un passo importante nell’inarrestabile campagna per la giustizia”, commenta chi da quarant’anni lotta perché emerga la verità per la morte dei propri cari. “Riteniamo le vergognose indagini svolte all’epoca un grave esempio di trascuratezza del proprio dovere da parte di chi fu coinvolto, che sicuramente lasciano aperti innumerevoli interrogativi”. Dall’inchiesta svolta quarant’anni fa emerge, come era successo dopo la Bloody Sunday, che l’esercito abbia aperto il fuoco solo in risposta ad un attacco da parte di paramilitari repubblicani; per questo le famiglie, nella loro dichiarazione, insistono perché la nuova indagine sia indipendente ed internazionale, “perché solo così si può assicurare una completa scoperta dei fatti e un’accurata testimonianza storica degli eventi di Ballymurphy”.
Il Ministro della Giustizia si dichiara disposto a “collaborare completamente”, mentre si levano voci soddisfatte dal SDLP e dallo Sinn Féin: “La decisione del procuratore generale sul massacro di Ballymurphy è un passo nella giusta direzione. Questa decisione vendica la campagna delle famiglie per la verità e la giustizia”, ha dichiarato Alex Attwood (SDLP), e Paul Maskey (SF) sottolinea: “Questo è un passo più vicino alla giustizia per le vittime di Ballymurphy, ma non soddisfa le richieste delle famiglie per un’inchiesta indipendente e internazionale.”

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