ANDERS BEHRING BREIVIK, QUANDO LA FOLLIA ELOGIA LA FOLLIA
“Ci sono pochi esempi di una vittoria dello stato in un conflitto 4GW (Fourth Generation Warfare). L’unico che si distingua è quello del British Army in Irlanda del Nord dopo gli eventi del Bloody Sunday.” è l’estratto di un paragrafo di “2083: A European Declaration of Indipendence”, 1500 pagine di delirio che sono il manifesto di Anders Behring Breivik
di Elena Chiorino
La bomba e la sparatoria che venerdì scorso ad Oslo hanno ucciso settantasei innocenti: Breivik ha ammesso tutto dipingendolo quasi come un vanto, e rifiutandosi di riconoscere la sua colpa. Ora, è il suo manifesto a parlare per lui, e a presentare bizzarri riferimenti.
“Secondo un importante teorizzatore del 4GW, William Lind, la ragione del successo degli inglesi in quel conflitto è duplice: da una parte, l’esercito britannico non ha usato armi pesanti in quel periodo; dall’altra, le forze governative britanniche ha tentato di conoscere le aree coinvolte nel conflitto. Inoltre, sempre citando Lind, gli inglesi non impiegarono l’uso di punizioni di massa, e ridussero al minimo il coinvolgimento della popolazione.
In altre parole, ebbero la meglio sulla popolazione evitando il rischio di danneggiare i civili e le loro proprietà, e divenendo esperti conoscitori del territorio su cui operavano.”
Breivik si è curato inoltre di inserire il Sinn Féin in una lista di organizzazioni europee “culturali Marxiste”.