ARRESTATO UN SOSPETTO DISSIDENTE REPUBBLICANO PER I RIOTS A EAST BELFAST

Un ventiduenne di West Belfast è stato arrestato con il sospetto di essere coinvolto nell’attività dei dissidenti repubblicani durante i riots

di Elena Chiorino

A procedere all’arresto, secondo i termini del Terrorism Act, sono stati gli agenti del Serious Crime Branch.
Intanto, la tensione in città è acuta ma in stallo: nella sera di mercoledì, a Castlereagh Road, un gruppo di circa cento persone è stato mantenuto separato dalla polizia, massicciamente presente, per poi disperdersi nelle prime ore di giovedì mattina. Non ci sono comunque stati segni di ripresa degli scontri a Newtownards Road e Short Strand: sono stati lanciati solo pochi missili.
Nelle ore precedenti, è stato nominato un funzionario con il compito urgente di lavorare con entrambe le comunità, lealista e nazionalista, per evitare il riaccendersi della violenza. “Io e il vice Primo Ministro”, conferma Peter Robinson, “abbiamo avuto colloqui nelle giornate di ieri (martedì) e oggi (mercoledì) con la polizia e membri delle comunità, e poi abbiamo dato ad uno dei nostri ufficiali più anziani il compito di trattare con gli abitanti locali ed identificare i problemi più gravi.” I faccia-a-faccia hanno coinvolto anche importanti rappresentanti dei gruppi lealisti (UVF e UDA) e repubblicani.
Alla Belfast City Hall, intanto, il Maggiore Niall Ó Donnghaile ha organizzato un incontro con i leader politici nella giornata di mercoledì, per prevenire ulteriori scontri. “All’unanimità sono stati riconosciuti i gravi danni che i riots hanno provocato, ma è stata la popolazione civile di quell’area a soffrire di più”, spiega. “Il consiglio lavorerà con l’Assemblea, con la comunità, con la Chiesa, con i politici e con le agenzie statali, per tentare di costruire una società che viva in sicurezza e in pace con i vicini.” All’incontro hanno partecipato Sinn Féin, DUP, SDLP, Alliance Party e Progressive Unionist Party, e Ó Donnghaile afferma che è stato affidato a questi partiti il compito di capire perché siano scoppiati i disordini, e di trovare una soluzione a lungo termine. “Mi sembra sia stato un incontro fruttuoso,” commenta Jim Wilson, del PUP, “ma, come abbiamo detto alla polizia, lo potrà confermare solo il tempo.”
Anche il mondo clericale si è mosso: il Moderatore Presbiteriano Dott. Ivan Patterson, nel corso di un incontro con il ministro della Chiesa Presbiteriana di Westbourne, con il Reverendo Mervyn Gibson e con i residenti, ha invitato i genitori a tenere lontani i bambini dalle strade, e ad aiutare nella prevenzione di un’altra note di rioting. “Sono sbigottito da quello che ho visto e sentito”, dichiara in riferimento all’accaduto. “Ma da parte dei residenti con cui ho parlato permane comunque il desiderio di una comunità che viva in armonia ed in pace. Offro il mio aiuto alla PSNI in questa complessa situazione, e sono vicino a tutti coloro che sono stati feriti o hanno subito danni alle loro proprietà. Non possiamo permetterci il costo che riots come questo hanno sia in termini finanziari, sia nel danno che causano all’attrattiva di questo paese negli investimenti esteri.”
Anche il Vescovo della Chiesa d’Irlanda di Down e Dromor, il Reverendo Harold Miller, invita alla calma e alla ragione chi è stato coinvolto negli scontri: “C’è un futuro migliore a cui l’intera società nordirlandese può aspirare, e dobbiamo essere determinati a non lasciarci trascinare nel passato da chi ha altri distruttivi intenti.”

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