SICUREZZA, TENSIONE PER LA VISITA DELLA REGINA IN IRLANDA

Articolo tratto da CTV News , 15 maggio 2011

a cura di Doris Ercolani

L’innovativa visita della regina Elisabetta II in Irlanda questa settimana, ha sollevato molte paure riguardo la sicurezza della nazione, nazione che ha sempre guardato freddamente alla sua ex madrepatria. Come sottolinea la stessa regina, il suo è un viaggio pieno di simbolismo, segno della riconciliazione tra due Paesi che vedono la necessità di consegnare al passato la storia del loro sanguinoso conflitto. Incoraggiata dal successo del processo di pace in gran parte dell’ Irlanda del Nord, che ha reso possibile la sua visita, la regina sarà il primo monarca britannico a mettere piede nella Repubblica d’Irlanda. Quando l’ultimo monarca l’aveva fatto, un secolo fa, tutta l’Irlanda era ancora parte del Regno Unito. “La regina lo sta facendo per il consolidamento del processo di pace”, ha detto lo storico specialista del conflitto anglo-irlandese John Morrill, della University of Cambridge. “Dimostra il cambiamento nella relazione tra i due paesi. Si tratta di una dimostrazione rivolta a tutti coloro che ancora devono essere convinti che le cose sono cambiate davvero.”
Il viaggio di quattro giorni a Dublino, Kildare, Tipperary e Cork è molto simbolico anche per il confinante territorio britannico dell’Irlanda del Nord dove è appena stata rieletta un’Assembly condivisa da unionisti e repubblicani, altra pietra miliare del processo di pace. La lotta armata dell’ IRA negli ultimi decenni è poi sfociata nel 2005 con la rinuncia del gruppo alla violenza (violenza che conta tra le sue vittime anche il cugino della regina, Lord Louis Mountbatten, ucciso quando l’IRA ha fatto saltare in aria il suo yacht nel 1979). Solo piccoli gruppi scissionisti ancora tramano lo spargimento di sangue attraverso il confine. Il commentatore irlandese Fintan O’Toole ha detto che la regina sarebbe dovuta venire nella Repubblica d’Irlanda almeno un decennio fa, quando la pace a Belfast era ancora in equilibrio, e la sua visita avrebbe potuto dare un ulteriore slancio al processo di pace. Ha detto: “Il suo viaggio non è infatti volto ad un cambiamento effettivo delle cose. Si tratta soltanto di una conferma a cambiamenti che sono già avvenuti. C’è stata una preoccupazione eccessiva riguardo questa visita, già suggerita dal presidente d’Irlanda nel 1996. Le autorità hanno paura che qualcuno cerchi di sparare alla regina, e rimangono in attesa di un momento in cui nessuno in Irlanda abbia voglia o ragioni per spararle (momento che non arriverà mai)”. Martedì uno dei primi atti della regina sarà deporre una corona di fiori in un memoriale di Dublino in onore di ribelli irlandesi morti, un gesto sorprendente nei confronti degli oppositori del Regno Unito che persero la vita nella sanguinosa guerriglia per l’indipendenza del 1919-1921. Mentre la maggior parte dei Dublinesi pensa che la regina dovrebbe essere accolta come di dovere in un’epoca di forti relazioni tra l’ Inghilterra e l’ Irlanda, alcuni parlano amaramente di ferite fatte alla nazione non ancora cicatrizzate e prevede scontri di piazza.  “La regina dovrebbe venire qui e chiedere scusa per 800 anni di oppressione. Invece siamo tutti qui che dovremmo riverirla e far finta che il passato non sia mai successo. E ‘disgustoso”, ha detto Eunan O’Kelly, un falegname di Dublino, in piedi fuori al General Post Office, centro di comando della sfortunata insurrezione di Pasqua del 1916,  che ha poi ispirato tutte le seguenti lotte repubblicane. “Le persone hanno combattuto e sono morte in questo edificio per la nostra indipendenza. Sembra che nessuno se ne preoccupi”. Il dublinese Deirdre Walsh, passando con le borse della spesa, ha afferrato la giornalista per la spalla.
“Non ascoltare quel tipo lì”, ha detto. “Ha bisogno di rifarsi una vita. Non siamo più nel 1920. Dovresti essere un ipocrita terribile per non accogliere la regina. Siamo molto amici degli inglesi. Metà degli irlandesi hanno vissuto in un posto o nell’ altro della Gran Bretagna. Abbiamo il 99% delle cose in comune con loro “. Molti ritengono che la regina britannica sarà calorosamente accolta in Irlanda, nonostante la presenza di piccoli gruppi che rimangono critici nei confronti della visita. Jude Liddle, che possiede un wine bar a Londra, ha detto che l’ostilità tra i due paesi è quasi del tutto sparita. “La maggior parte dei cittadini irlandesi ci hanno perdonato per le cose cattive che abbiamo fatto,” ha detto. “Le persone che odiano la Gran Bretagna non cambieranno idea grazie alla visita della regina, o di un politico. Solo una piccola percentuale della popolazione ormai se ne preoccupa, ma il risentimento che esiste è forte e non andrà via fino a che la questione dell’ Irlanda del Nord non sarà risolta. ” Il viaggio della regina si soffermerà sui luoghi irlandesi di maggior fascino, dalla fabbrica di birra Guinness all’ industria ippica, agli straordinari monumenti storici come la Rocca medievale di Cashel Lei sarà accompagnata da suo marito, il principe Filippo.
Le misure di sicurezza supereranno di gran lunga quelle utilizzate durante la visita nel 1979 di Papa Giovanni Paolo II o per quella nel 1990 del presidente Usa Bill Clinton.
La polizia nazionale ha cancellato tutti i congedi ampliando le forze di sicurezza ad oltre 8.500 unità. Essi hanno anche preso in prestito due cannoni d’acqua mobili dalla polizia dell’Irlanda del Nord. Le Irish Defense Forces hanno dispiegato missili terra-aria in luoghi chiave, prevedendo di chiudere lo spazio aereo sopra Dublino e sopra altre località in parallelo con i movimenti della regina. Inoltre stanno mantenendo più di 1.000 truppe in riserva. Il quotidiano di Londra “The Times” ha riferito che il governo irlandese consentirà alla polizia britannica e ai responsabili della protezione della regina  di tenere con sé armi da fuoco durante la visita. Diversi giorni prima dell’arrivo della regina, la polizia ha iniziato il montaggio di posti di vigilanza ed eretto barriere di sicurezza presso i luoghi previsti dalla visita, soprattutto al Garden of Remembrance di Dublino che onora due secoli di lotta dei ribelli irlandesi e ne ricorda la morte. Un piccolo gruppo di anti-britannici contrari al processo di pace in Irlanda del Nord chiamato Eirigi – in gaelico “aumentare” – ha promesso di prendere il controllo del giardino, due giorni prima dell’ arrivo della regina. La polizia afferma che saranno bloccati. Eirigi ha messo sui lampioni di Dublino cartelli in opposizione alla visita – ignorando un ordine del Dublin City Council che vieta tali manifesti. Il partito nazionalista irlandese Sinn Fein si oppone anch’esso alla visita. Martin Donnellan (che si dimise nel 2009 da vice comandante della polizia della Repubblica d’Irlanda ed è oggi consulente della sicurezza) ha detto che gli agenti addetti all’anti-terrorismo in entrambe le parti dell’Irlanda hanno portato avanti “un grande scambio di informazioni sui terroristi, su noti anarchici e altri determinati a interrompere questa visita “.  Ha detto che gli ufficiali stanno tenendo un importante leader dissidente dell’IRA sotto stretta sorveglianza.


Security, emotions high for queen’s Irish visit (CTV News)
DUBLIN — This week’s groundbreaking visit of Queen Elizabeth II to Ireland is raising passions and security fears in a nation that has traditionally cast a cold eye on its former master.
It is a trip filled with the symbolism of reconciliation as the queen stresses the need to bury a history of often bloody confrontation.
Encouraged by the largely successful peace process in Northern Ireland, which has made her sensitive visit feasible, the queen will become the first British monarch to set foot in the Republic of Ireland. When a British sovereign last came, a full century ago, all of Ireland was still part of the United Kingdom.
“She’s doing it for the consolidation of the peace process,” said University of Cambridge historian John Morrill, a specialist in Anglo-Irish relations. “It shows the transformation of relations. It is a demonstration to those who still need to be persuaded that things really have changed.”
The four-day trip to Dublin, Kildare, Tipperary and Cork comes as a Catholic-Protestant government in the neighboring British territory of Northern Ireland has just been re-elected, marking another peace milestone.
The Irish Republican Army violence of decades past — counting among its victims the queen’s cousin, Lord Louis Mountbatten, killed when the IRA blew up his yacht in 1979 — has given way to the group’s 2005 renunciation of violence. Only small splinter groups still plot bloodshed across the border.
Irish commentator Fintan O’Toole said the queen should have come to the Republic of Ireland at least a decade ago, when Belfast peacemaking was still in the balance, and her intervention might have boosted the momentum toward peace.
“Her trip isn’t actually going to change attitudes. It’s putting a seal on changes that have already happened,” he said.
“There’s been excessive caution about it,” he said of the royal visit, first suggested by Ireland’s president in 1996. “The authorities are afraid somebody’s going to shoot her. But waiting for a time when nobody in Ireland would want to shoot the queen — that’s never going to happen.”
One of the queen’s first actions Tuesday will be to lay a wreath at a Dublin memorial honoring Ireland’s rebel dead, a surprisingly direct gesture toward Britain’s opponents in the bloody 1919-21 guerrilla war of independence.
While most Dubliners say the queen should be welcomed in an age of exceptionally strong British-Irish relations, some bitterly speak of unhealed national wounds and predict street clashes.
“She should be coming here to apologize for 800 years of oppression. Instead we’re all supposed to curtsey and pretend the past never happened. It’s sickening,” said Eunan O’Kelly, an out-of-work carpenter standing outside Dublin’s colonnaded General Post Office, command center for an ill-fated Easter 1916 insurrection that inspired the later war. “People fought and died in this building for our independence. Seems they shouldn’t have bothered.”
Dubliner Deirdre Walsh, passing by with shopping bags, grabbed a reporter by the shoulder.
“Don’t be listening to sourpuss there,” she said. “He needs to get a life. This isn’t the 1920s anymore. You’d have to be a terrible hypocrite not to welcome the queen here. We’re best of friends with the Brits. Half of the Irish have lived in Britain at one point or another. We’ve got 99 per cent of everything in common.”
Many Britons believe the queen will be warmly received in Ireland despite the presence of a small group of vocal critics.
Jude Liddle, who owns a wine bar in London, said hostility between the two countries has faded.
“Most Irish people have forgiven us for the bad things we’ve done,” he said. “People who hate Britain won’t change their mind based on the queen’s visit, or any politician’s visit. It’s only a small percentage of the population that still care, but the resentment that does exist is strong and won’t go away until Northern Ireland is resolved. That’s the key to it.”
The queen’s trip will highlight Ireland’s many charms, from the Guinness brewery to its Europe-leading horseracing industry, and stunning historical monuments such as the medieval Rock of Cashel. She will be joined by her husband, Prince Philip.
Security will far exceed measures used for the 1979 visit of Pope John Paul II or for the 1990s visits of U.S. President Bill Clinton.
The national police force has canceled all leave and drafted in officers from rural areas, boosting the security detail to 8,500. They also have borrowed two mobile water cannons from Northern Ireland’s police.
The Irish Defence Forces have deployed ground-to-air missiles at key locations, plan to shut down airspace over Dublin and other locations in tandem with the queen’s movements, and are keeping more than 1,000 troops in reserve.
Britain’s Times of London reported that Ireland’s government will allow British police protection officers to carry firearms during the visit.
Several days ahead of the queen’s arrival, police began mounting round-the-clock watches and erected security barriers at venues she is scheduled to visit, most crucially Dublin’s Garden of Remembrance honoring two centuries of fallen rebels.
A small anti-British pressure group opposed to Northern Ireland’s peace process called Eirigi — Gaelic for “rise” — has vowed to take control of the garden two days before the queen arrives. Police say they will be blocked.
Eirigi has plastered Dublin lampposts with placards denouncing the visit — ignoring a Dublin City Council order banning such displays.
The Irish nationalist Sinn Fein party also opposes the visit.
Martin Donnellan, who retired in 2009 as the Republic of Ireland’s deputy police commander and is a security consultant today, said anti-terrorist officers in both parts of Ireland were pursuing “a great exchange of intelligence on known terrorists and anarchists and others hellbent on disrupting this visit.” He said officers were keeping dissident IRA leaders under close surveillance.

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