RSF ITALIA, “BRITISH QUEEN NOT WELCOME IN IRELAND”

Comunicato del Republican Sinn Fein Italia,  sul picchetto di protesta organizzato il 5 maggio scorso presso l’ambasciata inglese a Roma

Ottimo risultato del picchetto di protesta organizzato dal Republican Sinn Fèin  il 5 maggio a Roma, in via XX Settembre, di fronte all’ambasciata britannica. Fin dalle prime ore della mattina un gruppo di attivisti, alla presenza di Massimiliano Vitelli, portavoce per l’Italia del R.S.F., hanno manifestato il loro dissenso per l’imminente visita della regina Elisabetta II nelle 26-Counties.
E’ stato esposto un grande striscione con la scritta “BRITISH QUEEN NOT WELCOME IN IRELAND”, una bandiera raffigurante le quattro province storiche d’Irlanda e due manifesti a sostegno dei prigionieri politici irlandesi. L’iniziativa ha visto la distribuzione di più di 300 volantini in cui venivano spiegate le ragioni del NO alla visita della regina d’Inghilterra nell’Ulster e, nel retro, veniva commemorato l’anniversario della morte di Bobby Sands. Il 5 maggio, infatti, è stato scelto come data simbolo per ricordare i trent’anni trascorsi dalla scomparsa di Bobby.
I numerosi passanti si sono dimostrati interessati all’iniziativa, fermandosi a parlare e a discutere con gli attivisti. Presenti anche le forze dell’ordine con una pattuglia della polizia e due uomini in borghese della Digos (Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali,  anti-terrorismo) che hanno provveduto all’ identificazione degli attivisti.
Durante la manifestazione Massimiliano Vitelli ha dichiarato: “Il nostro picchetto di oggi, di fronte all’ambasciata britannica di Roma, ha due finalità. Protestare attivamente contro la visita di Elisabetta II nelle 26-Counties e ricordare il sacrificio di Bobby Sands per la causa irlandese. I tentativi di “normalizzare”, attraverso iniziative come quella che vedrà la regina d’Inghilterra recarsi a Dublino dal 17 al 20 maggio, l’attuale divisione politica dell’isola d’Irlanda, sono destinati a fallire. Non potrà mai esserci una situazione normale in Irlanda finché ci sarà il colonialismo inglese nelle 6-Counties. Solo il totale ed incondizionato ritiro delle forze d’occupazione britanniche dall’Ulster potrà permettere,  lasciando al popolo irlandese la possibilità di scegliere liberamente il proprio futuro, di raggiungere a una pace stabile e duratura. Oggi il nostro pensiero e il nostro cuore si uniscono nel ricordo di Bobby Sands.  Sono trascorsi infatti trent’anni esatti da quando Bobby sacrificò la sua vita in nome di quegli ideali che  facciamo nostri e che continueremo a portare avanti fino alla libertà”. 

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