L’OMBRA DI GHEDDAFI RESTA SUL NORD IRLANDA

Special del 6 aprile per la CNN, firmato da Peter Taggart, giornalista che ha come sua base Belfast. Nella sua ventennale carriera, ha raccontato del conflitto in Nord Irlanda e del processo di pace, per la stampa e  media irlandesi ed internazionali

Pensavate che fosse tutto finito in Nord Irlanda? Anche noi. Ma i Trouble non sono ancora finiti.
C’è ancora un nocciolo duro di terroristi – e non li sentirete chiamare da molti “combattenti per la libertà” in questa parte di mondo in questi giorni – che vuole trascinarci di nuovo nel passato.
Tragicamente, c’era una vignetta di questo sabato pomeriggio, quando un giovane poliziotto veniva ucciso da una bomba booby-trap esplosa sotto la sua auto. È successo nella città di Omagh, già colpita dalle bombe quando nell’agosto del 1998, 29 persone – tra cui una donna incinta di due gemelli – vennero uccise. Si vocifera che il dispositivo contenesse esplosivo fornito molto tempo fa da un certo Moammar Gheddafi.

Il Daily Telegraph di Londra ha reso noto che i detectives stanno tentando di stabilire se l’autobomba di sabato fosse stata costruita usando il Semtex che l’IRA ottenne dalla Libia negli anni ottanta. Il giornali hanno scritto che il possibile collegamento richiede un’urgente interrogazione parlamentare sul ruolo del Ministro degli Esteri della Libia, Moussa Koussa, nel fornire armi all’IRA. Koussa è fuggito in Inghilterra dalla Libia la scorsa settimana.
The poliziotto ucciso era il venticinquenne cattolico Ronan Kerr. Il fatto che fosse cattolico è significativo. Appena un decennio fa, il Police Service of Northern Ireland era per il 90% formato da protestanti. Ora i cattolici sono quasi il 30 percento. È un segno del progresso, ma i dissidenti – provenienti solitamente da un background cattolico – non si preoccupano del credo quando si indossano i colori della PSNI.
Preoccupata il fatto, che indiscrezioni non confermate del Belfast Telegraph di martedì (5 aprile), in cui si dice che l’attacco sia stato compiuto da una nuova fazione di malcontenti repubblicani recentemente fuoriusciti dall’Irish Republican Army (IRA). I rappresentanti delle vittime dicono che armi e Semtex forniti dalla Libia vengono ancora usati da gruppi “dissidenti repubblicani” — paramilitari anti-britannici che si oppongono al processo di pace – che continuano la campagna che è stata tempo fa abbandonata dall’IRA.
Gheddafi non vincerebbe alcun sondaggio di popolarità tra le nostre vittime dell’IRA. Negli anni Settanta e Ottanta, la Libia fornì grosse quantità di armi ed esplosivi all’IRA; questi ultimi dovevano, secondo fonti dei media, servire contro l’Inghilterra per aver sostenuto gli attacchi aerei americani su Tripoli e Bengasi nel 1986.
Il Sunday Times, nel giugno 2010, sosteneva che Ghedafi avrebbe pagato fino a 2 miliardi di dollari alle vittime del terrorismo irlandese per il suo ruolo nel fornite navi cariche di esplosivo all’IRA.”
Le famiglie delle vittime dicono di non aver ricevuto alcun soldo. Questa settimana (settimana dal 3 al 9 aprile, ndr), i rappresentanti legali dell’IRA e le vittime di Lockerbie hanno avuto colloqui con i leader dei ribelli in Libia, sperando di ottenere informazioni per sostenere le richiesti di compensazioni da Ghedafi.
Nel frattempo sono passati due anni da quando un ufficiale fu ucciso in Nord Irlanda e la morte dell’Agente Kerr la scorsa settimana ha scosso l’intera isola – da Nord e Sud.
L’editoriale di lunedì di Irish News con sede a Belfast – che rispecchia il punto di vista dei nazionalisti – ha riassunto: “La gente in ogni luogo è disgustata, scioccata e depressa per via dell’inutile morte di un giovane uomo che serviva la comunità. Per quanti credono che le bombe siano giustificate, dovrebbero guardare questa famiglia e il dolore che hanno loro causato. Dovrebbero anche pensare a chi potrebbe aver piazzato la bomba a Omagh, tra tutti i posti. Restiamo senza parole.”
Kerr era un ufficiale Cattolico, obiettivo scelto deliberatamente dai terroristi nell’ambiente Cattolico. Non che abbiano il sostegno di molti altri credenti come loro . Infatti, l’omicidio ha unito i Cattolici e i Protestanti nel condannare l’attentato e nel dolore.
La madre del poliziotto morto, la vedova Nuala Kerr – nel giorno della Festa della Mamma in Inghilterra e appena 24 ore dopo la morte di suo figlio – ha affrontato le telecamere per far pressione sugli agenti cattolici affinché rimangano nella PSNI. Ha detto:”Questo avviene in un momento in cui stiamo lottando per una polizia neutrale per il bene del nostro paese ed esorto tutti i membri cattolici a non desistere a causa di quanto successo”.
“Abbiamo tutti bisogno di stare uniti e di combattere per l’equità. Non vogliamo tornare ai giorni bui della paura e del terrore. Eravamo così orgogliosi di Ronan e di tutto ciò che rappresentava. Non lasciate che la sua morte sia stata vana.”
All’indomani dell’omicidio, c’è ora un vero senso di paura, specialmente tra gli agenti di polizia, a cui il Chief Constable ha consigliato di stare all’erta per futuri attacchi. È stato loro consigliato di controllare con routine le loro macchine, proprio come facevano nei giorni del passato.
Non è la prima booby-trap bomb – un anno fa un altro agente cattolico sopravvisse miracolosamente ad un simile incidente, ma perse entrambe le gambe. Altri agenti ora si aspettano di essere attaccati. Una fonte anonima del Belfast Telegraph ha detto: “Vivo come se io fossi il prossimo.” Un altro, un’agente donna, ha commentato: “Vivere nella preoccupazione non è un modo di vivere.”
Un collega sembra voler essere provocatoria parlando della morte di Kerr: “Questa tragedia non mi farà cedere.” Non ci sono nomi, però, e i media in Nord Irlanda hanno avuto richiesta da parte delle forze di polizia di non mostrare le facce degli agenti, nel caso vengano poi individuati come obiettivi dai dissidenti.
È vero, le cose sono migliorate drammaticamente dai giorni bui di quelli che sono chiamati con un eufemismo i “Troubles”, in cui morirono in migliaia.
Ora c’è un’amministrazione con la condivisione del potere relativamente stabile. La maggioranza della gente non vuole tornare alla disperazione quotidiana degli anni Settanta e Ottanta, ma per gli estremisti la lotta non è finita e non finirà fino a quando il Nord Irlanda sarà parte del Regno Unito.
C’è un problema e occorre occuparsene. Alcuni chiedono un rafforzamento delle forze di sicurezza, altri non vogliono che si torni ai giorni dei continui checkpoints e delle truppe per strada. Restrizioni di movimento e libertà non farebbero che darla vinta ai dissidenti, dicono.
Se accadessero altri incidenti, la situazione potrebbe ulteriormente cambiare. Nessuno si aspetta che la situazione peggiori tanto da tornare alla violenza diffusa come in passato, ma quanto peggiorerà è ancora da vedersi. Ora è chiaro solo che la situazione non è ancora risolta.
Inoltre, la Provisional IRA non fa più minacce. Se ne guarda bene. Un ex comandante dell’IRA, Martin McGuinness, è il vice Primo Ministro del governo condiviso.
Il British Army ha lasciato le strade e i cosiddetti paramilitari lealisti, che sono ancora in giro, si occupano più probabilmente di spaccio che di uccisioni di cattolici.
È una pace imperfetta. Il terrorismo l’ha fatta da padrone. I legislatori in Nord Irlanda, fieri di sottolineare il successo del processo politico, specialmente in vista delle prossime elezioni, vengono accusati di aver sottovalutato la minaccia.
Ora non può più essere ignorata. L’agente Kerr è il primo ufficiale della PSNI ad essere stato ucciso dai terroristi in due anni, ma è stata solo fortuna.
Il Police Federation ha detto che ci sono stati 175 attacchi con armi da fuoco e bombe contro poliziotti in servizio e fuori servizio, nel 2010.
La tendenza è continuata quest’anno, ed è chiaro che i dissidenti non intendono andarsene.
Anche se sono separati da migliaia di chilometri, c’è un parallelismo tra la lotta di Gheddafi e i dissidenti irlandesi che egli stesso ha contribuito ad armare. Nonostante l’opposizione, entrambi sono ancora in piedi, fanno ancora rumore e riescono ancora a mettere paura ai loro nemici.

(Traduzione a cura di Valentina Prencipe)

Gadhafi’s shadow remains over Northern Ireland (CNN)
Belfast, Northern Ireland (CNN) — So you thought it was all over in Northern Ireland? So did we. Trouble is, it’s not quite.
There is still a hardcore of terrorists — and you’ll not hear many calling them freedom fighters in this part of the world these days — intent on dragging us back to the past.
Tragically, there was a graphic illustration of that on Saturday afternoon as a young police officer was killed when a booby-trap bomb exploded under his car. It happened in the previously bomb-hit town of Omagh, where in August, 1998, 29 people — including a woman pregnant with twins — were killed. There’s speculation the device contained explosives supplied way back by a certain Moammar Gadhafi.
The Daily Telegraph newspaper in London has reported detectives are trying to establish whether Saturday’s car bomb was made using Semtex the IRA sourced from Libya in the 1980s. The newspaper said the potential link prompted urgent questions from members of parliament about the role of Libya’s foreign minister, Moussa Koussa, in arming the IRA. Koussa fled to Britain from Libya last week.
The slain police officer was 25-year-old Catholic Ronan Kerr. The fact he was Catholic is significant. Little over a decade ago, the police service in Northern Ireland was 90 percent Protestant. Now it is almost 30 percent Catholic. It’s a sign of progress, but the dissidents — viewed as being from Catholic backgrounds — don’t worry about creed when the colors of the Police Service of Northern Ireland are being worn.
Worryingly, there are unconfirmed reports in Tuesday’s Belfast Telegraph that the attack was carried out by a new faction of disgruntled republicans who have recently defected from the mainstream Irish Republican Army (IRA). Victims’ representatives will tell you arms and Semtex supplied by Libya are still being used by the “dissident republican” groups — hardline anti-British paramilitaries opposed to the peace process — that continue the campaign long since abandoned by the IRA.
Gadhafi wouldn’t win any popularity poll among our IRA victims. In the 1970s and 1980s Libya shipped large quantities of weapons and explosives to the IRA, latterly to get back at the British for supporting the U.S. air strikes on Tripoli and Benghazi in 1986, according to numerous media reports.
The Sunday Times in June 2010 reported that Gadhafi was going to pay up to £2 billion ($3.20 billion) to victims of Irish terrorism for his role in supplying shiploads of explosives to the IRA.”
Victims’ families say they are yet to receive any money. This week, legal representatives for IRA and Lockerbie victims have been holding talks with rebel leaders in Libya, hoping to get information to bolster their case for compensation from Gadhafi.
Meanwhile it’s two years since a police officer was killed in Northern Ireland and the slaying of Constable Kerr last weekend has sent shockwaves across the whole island — north and south.
Monday’s editorial in the Belfast-based Irish News newspaper – which reflects the views of nationalists – summed it up: “People everywhere will be disgusted, shocked and depressed by the pointless death of a young man serving the community… For those who believe the bombers are justified, they should look at this family and at the heartache they have caused. They should also think about the sort of people who can plant a bomb in Omagh, of all places. It is unspeakable.”
Kerr was a Catholic officer, deliberately targeted by terrorists from Catholic backgrounds. Not that they have the support of many of their coreligionists. Indeed, the killing has united Catholics and Protestants in condemnation and grief.
The dead constable’s mother, widow Nuala Kerr — on UK Mother’s Day and just 24 hours after her son’s death — faced cameras Sunday to urge Catholic officers to stick with the Police Service of Northern Ireland. She said: “This is at a time when we are striving for a neutral police force for the good of our country and I urge all Catholic members not to be deterred by this.
“We all need to stand up and be counted and to strive for equality. We don’t want to go back into the dark days again of fear and terror. We were so proud of Ronan and all that he stood for. Don’t let his death be in vain.”
In the wake of the killing there is now a real sense of fear, especially among police officers, who have been advised by their Chief Constable to be on their guard for further attacks. They have been advised to routinely check under their cars, just like the old days.
It’s not the first booby-trap car bomb — a year ago another Catholic officer miraculously survived a similar incident, but lost both legs. Other officers now expect to be attacked. One quoted anonymously in the Belfast Telegraph said: “I live as though it is going to be me next.” Another, a female officer, comments: “Worrying every day is no way to live.”
A colleague is defiant as he speaks about the Kerr killing: “This tragedy will not put me off.” There are no names though and media in Northern Ireland have been asked by the police force not to show the faces of officers, in case they are identified as targets by dissidents.
True, things have improved dramatically here from the dark days of what were euphemistically called “The Troubles” when thousands died.
There is now a relatively stable power-sharing administration. The vast majority of people don’t want to go back to the daily despair of the 1970s and 1980s, but for the extremists the fight is not finished and won’t finish while Northern Ireland is part of the United Kingdom.
There is a problem and it needs to be addressed. Some call for a massive security crackdown, others don’t want a return to the days of constant checkpoints and troops on the streets. Restricting movement and freedom would be giving in to the dissidents, they say.
A few more incidents and the picture could change again. No one expects a deterioration to the widespread violence of the past, but how bad it gets in the future remains to be seen. We are clearly not out of the woods of history just yet.
On the plus side, the Provisional IRA no longer poses a threat. Far from it. A former IRA commander, Martin McGuinness, is the deputy first minister of the power-sharing government.
The British army is off the streets and so-called loyalist paramilitaries, while still around, are much more likely to be dealing drugs than killing Catholics.
But it is an imperfect peace. Terrorism has been the elephant in the room. Law-makers in Northern Ireland, keen to stress the success of the political process, especially ahead of forthcoming elections, are accused by some of playing down the threat.
Now it can’t be ignored. Constable Kerr is the first PSNI officer to be killed by terrorists in two years, but it’s not for want of trying.
The union for the police force, the Police Federation, says there were 175 gun and bomb attacks directed at police officers on and off duty in 2010.
The trend has continued this year and it’s clear the dissidents do not intend to go away.
They are thousands of miles apart, but there’s a parallel between the plight of Gadhafi and the Irish dissidents he has helped to arm. Despite wholesale opposition, both are still hanging on, still making a noise and still capable of instilling fear in their enemies.

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