SUZANNE BREEN VINCE CAUSA DI DIFFAMAZIONE CONTRO LA NATIONAL UNION OF JOURNALISTS

La giornalista aveva fatto causa al NUJ dopo i commenti divulgati sulla sua posizione in materia di protezione delle fonti

Si chiude a suon di quattrini il “capitolo Suzanne Breen” in materia di protezioni delle fonti.
Nel giugno del 2009 la giornalista era uscita vincente da una causa intentata dal Police Service of Northern Ireland, volta a costringere la Breen a svelare le proprie fonti ‘Real IRA’ nell’ambito delle indagini sugli attentati nella primavera di quell’anno.
All’epoca, la National Union of Journalists – di cui la Breen è membro – aveva divulgato una serie di commenti ‘lesivi’ sulla posizione presa dalla giornalista in termini di protezione delle fonti. La causa intentata da Suzanne Breen, avrebbe dovuto iniziare a breve, ma la High Court di Belfast ha rivelato il raggiungimento di un accordo tra le parti.
Al di fuori del tribunale la Breen, ha dichiarato: “E ‘stato un periodo estremamente stressante per me stessa, e sono felice che sia tutto finito e sono molto soddisfatta del risultato..”
Il suo avvocato, Paul Tweed, ha spiegato come Suzanne Breen avesse in realtà intrapreso le vie legali con “grande riluttanza”.
“Tuttavia, tale era la gravità e oltraggiosa la natura delle accuse offensive, che non solo ha cercato di minare la sua integrità professionale, ma anche avrebbe potuto pregiudicare la sua sicurezza personale e quella della sua giovane famiglia, tale da non lasciar altra scelta che il presente procedimento di diffamazione “.
L’accordo tra la giornalista e la NUJ, contiene “una smentita categorica, scuse, e il risarcimento dei danni sostanziali e un indennizzo in relazione alle sue spese legali”. Nessuna indiscrezione sull’entità della somma in denaro.
“Il mio cliente ritiene che la sua azione non solo ha totalmente rivendicato la sua reputazione, ma servirà anche a proteggere gli altri giornalisti dall’essere messi in un altrettanto insoddisfacente posizione, in futuro, in circostanze in cui la totale imparzialità e indipendenza sono di vitale importanza e fondamentale per la propria posizione professionale”, ha aggiunto Tweed.
Il legale, pur non potendo scendere in ulteriori particolari nel rispetto degli accordi tra le parti, ha rivelato che la sua assistita “è sollevata e molto soddisfatta”.

Suzanne Breen wins libel settlement from the NUJ (BBC News NI)
Suzanne Breen Ms Breen was “relieved and very satisfied” with the settlement
An investigative journalist, who was taken to court by the PSNI to pressure her to hand over information about her sources, has received an apology and retraction as part of a settlement reached in her libel case against the National Union of Journalists (NUJ).
Suzanne Breen will also receive undisclosed damages from the union.
Ms Breen began defamation proceedings against the NUJ after its magazine published comments about her stance on protecting sources in her stories on the Real IRA.
The comments followed her victory in a legal battle with police in June 2009 who were trying to make her surrender information on dissident republicans.
Her libel action against the union, of which she is a member, was set to begin shortly at the High Court in Belfast.
However, the judge was told a resolution had been reached following negotiations.
Outside the court Ms Breen said: “It’s been an extremely stressful time for myself. I’m delighted it’s all over and very pleased with the outcome.”
Her lawyer, Paul Tweed, said Ms Breen had taken the case with “the greatest of reluctance”.
“However, such was the gravity and outrageous nature of the offending allegations, which not only sought to undermine her professional integrity, but also could have prejudiced her personal security and that of her young family, that she was left with no choice but to issue these defamation proceedings,” he said.
The amount of damages the journalist will receive will not be revealed as part of the agreement.
But Mr Tweed said Ms Breen was “relieved and very satisfied” with the settlement.
He said the agreement included “a categoric retraction and apology, payment of substantial damages and an indemnity in relation to her legal costs”.
“My client believes that her actions will not only have totally vindicated her own reputation, but will also serve to protect other journalists from being put in a similar unsatisfactory position in the future, in circumstances where total impartiality and independence are of vital and fundamental importance to their professional standing,” Mr Tweed added.

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