I DISSIDENTI DOVREBBERO PROVARE AD USARE LA PENNA, NON LA SPADA

Ai dissidenti l’opportunità di dibattere ‘apertamente’ le proprie motivazioni politiche

Un lettore del Belfast Telegraph ha proposto al giornale stesso di concedere, magari limitatamente nel tempo, uno spazio accessibile ai dissidenti per elencare le motiviazioni politiche delle proprie azioni, concendendo l’apertura di un dibattito che non comporti condanne a loro carico.

Ecco il testo della lettera pubblicata dal Belfast Telegraph:

“Normalmente, chi scrive una lettera ad un giornale deve autenticare la propria identità con dati personali, non necessariamente per la pubblicazione.
Ciò significa che coloro che sposano apertamente la violenza politica possono astenersi dal spiegare alla comunità,  le loro motivazioni e le loro intenzioni.
Potrei suggerire che – anche per un periodo limitato – il Belfast Telegraph crei una struttura che permetta ai repubblicani dissidenti di ‘trattare’  con il popolo dell’Irlanda del Nord, attraverso le colonne del giornale senza condanna personale o dei propri sostenitori.
Questo, di fatto, significherebbe per l’editore, il non insistere sulla autentificazione dell’identità di coloro che parlano a favore dei metodi attuali  adottati dai vari elementi all’interno del movimento dissidente repubblicano.
Ciò, in effetti, crea un dibattito tra i ‘dissidenti’ e quelli di noi che essi sono disposti a uccidere o ferire nel perseguimento della nostra presunta ‘emancipazione ‘.
Ovviamente, la vecchia ‘teoria’ repubblicana secondo la quale le generazioni di  morti in Irlanda dovrebbe influenzare la politica dell’Irlanda contemporanea, è stato alla fine sepolta dall’approvazione schiacciante del Good Friday Agreement, da parte della popolazione delle 32 contee.
Qualunque sia la visione del suddetto accordo – e ritengo che sia artificioso e che abbia solo l’apparenza di verità e giustizia – è il mandato del popolo di tutta l’isola e non può essere contrastato da democratici con mezzi che non siano democratici.
Quindi penso che non è irragionevole per le varie fazioni della dissidenza repubblicana, dare una motivazione politica alla comunità, delle ragioni che stanno alla base delle loro attività”.

Richard Montague

Belfast

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Dissidents should try using pen, not the sword (Belfast Telegraph)
Normally, a letter-writer to a newspaper has to authenticate their identity with personal details, not necessarily for publication.
This means that those openly espousing political violence can eschew explanation of their motives and intentions to the public.
Might I suggest that – even for a limited period – The Belfast Telegraph creates a facility for dissident republicans to ‘negotiate’ with the people of Northern Ireland through the medium of your columns without incrimination of their personnel or supporters?
This, effectively, would mean that the Editor would not insist on authenticating the identity of those speaking in favour of the current methods of various elements within the dissident republican movement.
This would, in effect, create a debate between these ‘dissidents’ and those of us whom they are prepared to kill or injure in pursuit of our alleged ‘emancipation’.
Obviously, the old republican fiction that Ireland’s dead generations should hold political sway in contemporary Ireland was finally buried by the overwhelming endorsement of the Good Friday Agreement by the people of the 32 counties.
Whatever one’s view of that Agreement – and I consider it to be contrived and specious – it is the mandate of the people of the whole island and can not be opposed by democrats by other than democratic means.
So I think it is not unreasonable for the various segments of republican dissidence to give the public a political accounting of the rationale for their activities.

Richard Montague

Belfast

3 commenti

  • Avatar di gDevlin

    Potrebbe essere positivo far sì che i Repubblicani abbiano l’occasione, in un panorama mediatico nel quale le voci libere ed indipendenti in disaccordo con la linea politica di Unionisti e PSF/SDLP sono costantemente represse, di far aprire agli occhi alla Comunità Nazionalista/Repubblicana circa le nefandezze di Stormont & Co. Nel panorama Repubblicano ci sono persone certamente capacissime che potrebbero fare ciò (mi vengono subito in mente Marion Price e Tony Catney, ad esempio)

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  • loscrignodellapoliteia
    Avatar di loscrignodellapoliteia

    si è un’ottima idea. I dissidenti potrebbero spiegare che i motivi, per cui loro oggi sparano, sono gli stessi di anni fa!

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