NIENTE INCRIMINAZIONE PER IL SOLDATO CHE UCCISE IL 15ENNE DANIEL HEGARTY. DECISIONE “CRUDELE”

Il 15enne fu ucciso da un soldato a Creggan 45 anni fa. “Non incriminarlo è una decisione crudele” ha dichiarato l’avvocato alla High Court

La difesa del soldato afferma che sparò per legittima difesa, ma “esperti di spicco smentiscono completamente questa teoria”, ha affermato Michael Mansfield, l’avvocato della famiglia Hegarty.

“Gli esperti della scientifica hanno assicurato alla famiglia che questo fu un omicidio illegale”, ha aggiunto.

Il 15enne Daniel Hegarty non era armato quando fu colpito alla testa da due proiettili durante un’operazione dell’esercito a Creggan nel luglio 1972.

Suo cugino, Christopher (16 anni), fu anche lui colpito alla testa, ma sopravvisse.

La sparatoria è avvenuta in pieni Troubles, quando l’esercito fu mandato d Derry nel tentativo di riconquistare le cosiddette aree no-go.

Nel 2011 una giuria fu d’accordo all’unanimità che Daniel Hegarty non ponesse alcun rischio e che sia stato colpito senza avvertimento, suggerendo al Coroner di riportare il caso al Public Prosecution Service.

Ma l’anno scorso, a marzo, fu presa la decisione di non incriminare il “Soldato B”, responsabile dei proiettili fatali, poiché “non esistevano prospettive ragionevoli per una condanna”.

Secondo il PPS, gli esperti della scientifica non furono in grado di determinare che le prove fossero incoerenti con la testimonianza del Soldato B sulle circostanze in cui sparò.

La sorella di Daniel, Margaret Brady, sta ora tentando di rovesciare quella decisione intentando un riesame giudiziario del direttore del PPS.

“I punti principali riguardano ciò che abbiamo ritenuto cattiveria o irrazionalità”, ha dichiarato l’avvocato.

Secondo ciò che ha dichiarato, il “Soldato B” sparò da una distanza di meno di 3 metri, e di aver premuto il grilletto mentre la mitragliatrice era appoggiata a terra.

“Queste sono solo menzogne, per via dell’elemento della distanza”, ha insistito la famiglia.

“Se fosse stata appoggiata a terra non avrebbe causato le ferite che invece inflisse”, hanno proseguito.

L’avvocato ha poi aggiunto: “La testimonianza del soldato è parte di un’invenzione per suggerire la paura di una minaccia che in realtà non esisteva.

“Le conclusioni del Direttore non sono giustificate”, ha proseguito. “Non ‘cè legittima difesa, e ci sarebbero tutte le prospettive ragionevoli per ottenere una condanna, se il caso venisse portato in tribunale.

“Il soldato ha sparato a distanza ravvicinata, e per sparare si deve prendere la mira. L’unico modo perché potesse prenderla è che avesse l’arma in mano, almeno all’altezza delle spalle, in modo da poter colpire la desta da uno a tre metri di distanza”.

Appellandosi alla corte perché approvasse il riesame, l’avvocato ha inoltre menzionato che la sua cliente ha aspettato un numero inconcepibile di anni (quattro) prima di scoprire che non ci sarebbe stata alcuna incriminazione.

L’avvocato difensore del Direttore, Tony McGleenan, ha ribattuto che il caso è stato attentamente analizzato dalla scientifica “scrupolosamente e attentamente”, con due esperti che ricevevano indicazioni da un loro superiore.

Inoltre, ha dichiarato che uno dei membri della scientifica “modificò” la sua posizione sull’inchiesta dopo aver studiato un altro resoconto fornito dal “Soldato B”.

“Disss che è possibile che questo altro resoconto quadri con le prove raccolte dalla scientifica”.

Tuttavia, il giudice ha deciso che non c’era bisogno di leggere il rapporto completo degli esperti, e ha aggiornato l’udienza.

Tratto da Irish News

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