IAN OGLE: OGGETTO DI INTIMIDAZIONI DA 18 MESI

Lo sfogo della figlia di Ian Ogle, noto lealista barbaramente ucciso a East Belfast domenica sera

‘Big O’ è stato ucciso alle 21 circa di domenica, 27 gennaio,  in Cluan Place a East Belfast. Arrestati 2 uomini, rilasciati dietro cauzione, e una donna che resta in custodia,

Toni Johnston, figlia di Ian Ogle, si è sfogata ai microfoni di BBC News NI, sostenendo che l’intera famiglia era oggetto di intimidazione ormai da 18 mesi.

La donna è convinta che suo padre possa essere stato preso di mira dopo che suo fratello, 18 mesi fa,  era stato coinvolto in un incidente con degli uomini che affermavano di essere membri dell’UVF. Dopo l’accaduto, sia Ian Ogle che il figlio Ryan, avevano avuto ordine di presentarsi ad una ‘punizione su appuntamento’.

“Mio padre disse di no”, racconta la figlia.
“Poi le intimidazioni, le molestie, ci hanno terrorizzato e ora siamo arrivati a questo.”

Toni Johnston prosegue: “Mio padre, negli ultimi 18 mesi, si aspettava un attacco a casa o a casa mia”.
“Mio padre viveva nella paura che avrebbero ucciso mio fratello”.
“Quando erano davanti alla TV, mio padre diceva a mia madre ‘è meglio che non prendano il mio Ryan, è meglio che non prendano il mio Ryan, è meglio che prendano me prima dei miei figli’.”
“E così è stato”.

Commentando la dichiarazione divulgata dalla UVF nelle ore immediatamente successive all’omicidio di Ian Ogle, la figlia ha affermato quello dell’Ulster Volunteer Force, è stato ‘un insulto’.

“Quello che ho da dire all’UVF, quello che devo chiedere dall’UVF, è il motivo per cui questi teppisti sono stati capaci di terrorizzare questa comunità per così tanto tempo.
“Do la colpa all’UVF per averli protetti”.
“Perché erano autorizzati a farlo? Non eravamo solo noi”.
“Avevano terrorizzato molte persone oneste di East Belfast”.

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Una fonte lealista ha detto a BBC News che Ian Ogle non era un santo, ma era anche “un membro rispettabile della comunità” che ha difeso la sua famiglia.

Intanto procedono le indagini della PSNI, che ha divulgato notizie e ricostruito gli spostamenti dell’auto presumibilmente utilizzata dagli assalitori, una Seat Leon nera targata JGZ 7406.

Nel frattempo la comunità lealista si è stretta attorno alla famiglia di Ian Ogle, e in meno di 2 giorni ha raccolto 6.091 sterline per contribuire alle spese del funerale.

 

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