KINGSMILL. JAMIE BRYSON CHIEDE LA RESTITUZIONE DI MATERIALE GIORNALISTICO SEQUESTRATO

Il lealista Jamie Bryson accusa la PSNI di aver illegalmente sequestrato materiale giornalistico relativo la massacro di Kingsmill

Nell’ambito di un’inchiesta sul massacro di KingsmillJamie Bryson ha ricevuto la richiesta di Coroner, di files sottratti dalla PSNI durante una perquisizione a casa del giovane lealista.

La richiesta del medico legale arriva, quando mancano pochi giorni all’udienza dalla causa intentata dinnanzi alla Belfast High Court, per stabilire se il sequestro del materiale giornalistico, non legato alle idagini su Bryson, sia da considerarsi legale.

Jamie Bryson oltre ad essere un esponente lealista di livello, è anche blogger, commentatore e gestisce il sito Unionist Voice. E’ membro temporaneo freelance  del NUJ (National Union of Journalist). Il pluriomicidio di Kingsmill, è un argomento spesso trattato dal sito.

Davanti ai giudici della High Court, Bryson cercherà di contestare la legalità del mandato utilizzato dalla PSNI per sequestrare il materiale. Gli ufficiali di polizia hanno eseguito il mandato per conto della Security Industry Authority. Vista la controversia circa l’appartenza di Bryson al NUJ (contro il parere della sede locale di Belfast), i giudici dovranno focalizzarsi su ciò che definisce un giornalista e in che termini abbia il diritto di invocare il privilegio giornalistico agli occhi della legge.

“In un certo qual modo, è un sviluppo importate che la richiesta del Coroner abbia coinvolto il materiale giornalistico riguardante il massacro di Kingsmill, a mio parere, illegalmente sequestrato dalla PSNI”, ha dichiarato Bryson.
“Se dovessi fornire questo materiale al medico legale, non si tratterebbe più di materiale detenuto a fini giornalistici, quindi la PSNI verrebbe in possesso di files che altrimenti non avrebbe avuto modo di ottenere e dovrei rinunciare al privilegio giornalistico, tradendo la fiducia della terza parte che li ha forniti”.

Il materiale giornalistico sequestrato a Bryson, non riguarderebbe solo il caso Kingsmill, ma anche documenti relativi alla vendita da parte del National Assets Management Agency (NAMA) del suo portafoglio in Irlanda del nord; ad omicidi, per mano dell’IRA,  di alti ufficiali della RUC nel 1989 ed altri ancora.

Bryson sostiene con fermezza di aver diritto alle stesse tutele di giornalisti delle maggiori testate.
“Non ho definito iomcosa sia un giornalista, non ho scritto la legge, non ho scritto la definizione di NUJ”, ha dichiarato.
“Ma in relazione a queste definizioni, in termini di materiale giornalistico, mi trovo allo stesso livello di giornalisti professionisti che lavorano per il mainstream, non è colpa mia”.

La PSNI non è nuova a questa accusa. Lo scorso anno agenti di polizia avevano fatto irruzione negli uffici dei registi Trevor Birney e Barry McCaffrey, che stavano lavorando ad un documentario su un massacro lealista. In quell’occasione la PSNI sottrasse anche documenti legati ad un’indagine  giornalistica su un sacerdote pedofilo.

Fonte Belfast Telegraph

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.