McGUINNESS “DALL’IRA A COSTRUTTORE DI PACE”

Mercoledì Martin McGuinness ha tenuto una conferenza sulla pace a Warrington, su richiesta del padre di una delle vittime dell’IRA

“Io ero nell’IRA. Ora sono un costruttore di pace. Non mi aspetto che nessuno mi creda sulla parola, ma mi aspetto che mi credano vedendo i fatti”. Così Martin McGuinness ha preso la parola.

Ad invitare il Vice Primo Ministro nordirlandese – ed ex comandante dell’IRA – a tenere la conferenza è stato Colin Parry, che perse il figlio dodicenne, Tim, quando una bomba dell’organizzazione paramilitare Repubblicana devastò un’area commerciale della cittadina inglese di Warrington, di sabato pomeriggio, senza preavviso.

Da quel giorno sono trascorsi vent’anni, e Martin McGuinness ha voluto ricordare che “non esiste dolore più grande” di quello provato da un genitore nel seppellire il figlio, definendo la strage “non giustificabile”.

“È dovere di chi era coinvolto nel conflitto armato – sia inglese o irlandese – prendersi la responsabilità della morte di bambini”, ha aggiunto, sottolineando che, da leader Repubblicano, prendere le distanze dalle conseguenze del conflitto armato “sarebbe ipocrita”.

“È appropriato che un’organizzazione per la pace come la nostra ascolti quello che [McGuinness] ha da dire”, è stato il commento di Colin Parry a UTV dopo la conferenza. “Questo non significa che approvi il suo passato, ovvio che non lo faccio. Ma ora è parte di un governo che sta cercando di portare una pace completa in Irlanda del Nord, e questo lo approvo”.

Non erano della stessa opinione i manifestanti che, fuori dall’edificio, hanno protestato chiedendo “giustizia” per le 21 vittime di due bombe dell’IRA esplose in due pub di Birmingham nel novembre 1974.

Ma all’interno dell’edificio, McGuinness ha proseguito: “Purtroppo, il passato non può essere cambiato o disfatto, né devono la sofferenza, il dolore e la violenza essere rinnegate dai Repubblicani o da qualunque altro schieramento”.

Lodando poi l’operato di Colin Perry e della sua Tim Parry Johnathan Ball Foundation for Peace – che è divenuta un’organizzazione riconosciuta a livello internazionale – ha toccato un tasto dolente: quello del disaccordo con i partiti Unionisti sulla costruzione di un centro per la risoluzione dei conflitti dove in passato sorgeva il famigerato carcere di Long Kesh.

“Alcune famiglie hanno trasformato la loro tragedia in una meritevole e personale crociata per il bene dell’umanità”, ha dichiarato McGuinness. “Non è possibile che noi non riusciamo a metterci d’accordo sulla costruzione di un centro per la pace. Quello che ci ha colti in fallo è come ci relazioniamo al passato, come ne parliamo e quale ruolo vogliamo che giochi nella riconciliazione”.

E infatti, Colin Perry non esita a dire che il lavoro intrapreso con l’associazione è stato per lui e la sua famiglia “un cammino di catarsi”.

“Non voglio impartire lezioni a nessuno, ma non so dove saremmo finiti se non avessi preso questa strada”, ha aggiunto.

“So che la scelta di invitare Martin McGuinness potrebbe essere vista come controversa”, ha poi voluto ribadire. La popolazione dell’Irlanda del Nord ha vissuto questa tragedia per oltre trent’anni, ne sono consapevole e non sto in alcun modo mancando di rispetto”.

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