OMICIDIO PEARSE JORDAN. INCHIESTA CONCLUSA SENZA SOLUZIONE

La giuria non ha “trovato punti d’accordo” su questioni chiave, come decretare se la forza impiegata fosse sproporzionata o meno

Pearse Jordan, Volontario dell’IRA, fu ucciso dal Royal Ulster Constabulary (RUC)  in uno shoot-to-kill nel 1992 a Belfast: si è conclusa oggi la ventennale battaglia legale della famiglia, che in passato ha anche visto due vittorie contro il sistema legale del Governo britannico (tra le quali la modifica ad una legge che ora obbliga a presenziare alle udienze i membri delle forze di sicurezza coinvolti in scontri a fuoco letali).

La famiglia ha sempre sostenuto che si trattò di uno shoot-to-kill: testimoni affermano che Pearse Jordan fu colpito alle spalle. “Era un’operazione di sorveglianza militare, le forze di sicurezza erano riunite in Falls Road per prevenire un trasferimento di armi e munizioni della PIRA”, si sono difese le forze di sicurezza.

Sul corpo di Jordan sono state rilevate tre ferite: una dietro al braccio sinistro, una alla spalla sinistra e una – fatale – al petto; la giuria non si è però trovata concorde nello stabilire in che ordine siano state provocate.

Nessun accordo, dunque: la giuria non è riuscita a decidere né se ritenere sproporzionata o meno la forza impiegata nell’azione, né se ci fosse “un’altra strada” che le forze di sicurezza avrebbero potuto seguire invece di sparare.

Quando fu ucciso, Pearse Jordan aveva 23 anni. Sulla sua morte, è stata sempre negata l’apertura di una nuova, pubblica inchiesta.

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