MASSEREENE TRIAL. ACCETTATI COME PROVE INTERROGATORI IN CUI DUFFY RIFIUTÒ DI RISPONDERE PER TIMORI DI IRREGOLARITÀ

Fallito il tentativo della difesa di non includere nel processo interrogatori nei quali Colin Duffy non rispose alle domande della polizia: l’allora suo avvocato temeva infatti che i colloqui con il suo cliente fossero stati segretamente registrati

Nuovo colpo alla difesa di Colin Duffy: “Le consultazioni di Duffy con il suo legale furono regolari e adeguate” secondo il giudice che ha rifiutato la richiesta avanzata dall’avvocato difensore del repubblicano di Lurgan. Il team legale di Duffy teme infatti che la mancanza di collaborazione che appare da quegli interrogatori possa essere sfruttata come espediente per trarre conclusioni negative.
Ma secondo il giudice “non si può affermare che le mancate garanzie (che i colloqui non fossero registrati) privarono Duffy della possibilità di parlare con il suo legale, o che lo costrinsero ad ammissioni incriminanti, perché non ammise nulla”.
Ma l’allora avvocato, Patrick Vernon, ha dichiarato che gli fu impossibile consigliare al meglio il suo cliente, poiché la polizia non gli assicurò in alcun modo di non star ascoltando i loro colloqui. E le sue accuse hanno un precedente: l’avvocato Manmohan ‘Johnny’ Sandhu fu arrestato e condannato al carcere per reati non legati al caso di cui si occupava dopo che la polizia registrò le sue conversazioni all’interno del centro d’interrogatorio di Antrim, lo stesso nel quale fu portato Duffy.
A Duffy, che ha sempre ribadito la sua innocenza, fu consigliato di negare l’appartenenza a qualunque organizzazione.
“Non sono convinto che, anche se l’avvocato Vernon avesse ricevuto le garanzie che richiese, all’imputato sarebbe stato consigliato di rivelare qualcosa su cui avrebbe potuto basarsi in seguito – perché nulla suggerisce che sarebbe stato questo il caso”, ha dichiarato il giudice Hart, e ha aggiunto: “Sarebbe stato diverso se l’imputato soffrisse di qualche forma di malattia mentale o altro che potesse aver compromesso la sua abilità di prendere una decisione cosciente sul rispondere o meno”, concludendo che comunque questa decisione non porta necessariamente a conclusioni negative.
L’udienza è poi proseguita con l’intervento di esperti di geologia che hanno aiutato ad analizzare e confrontare campioni prelevati dagli indumenti di Duffy e materiale proveniente dall’auto utilizzata dai killer per la fuga.
Il processo è aggiornato a lunedì.

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