MASSEREENE TRIAL. LA DIFESA ‘SFIDA’ L’ESPERTO STATUNITENSE IN DNA

La difesa sta cercando di ottenere la dichiarazione di inamissibilità delle conclusioni a cui è giunto lo statunitenze Mark Perlin, luminare in fatto di DNA e ideatore di una procedura compiuterizzata in grado di mettere a confronto tracce di DNA appartenenti a 2 o più persone

Nuova udienza nel processo per la strage di Massereene, che vede al banco degli imputati i repubblicani Colin Duffy e Brian Shivers.
Laurence Mueller , avvocato della difesa, sta cercando di ottenere che le prove fornite dallo specialista in DNA, Mark Perlin, vengano giudicate inammissibili.
Nel corso di questo processo il luminare statunitense aveva affermato che i campioni di DNA repertati sulla punta del guanto di lattice trovato nella macchina utilizzata per la fuga, sono 5910 miliardi di volte più probabili provenienti da Colin Duffy, che da chiunque altro. Allo stesso modo, le tracce prelevate da un telefono cellulare sono sei miliardi di volte più probabili di corrispondere a Shivers che a qualcun altro.
La difesa insiste sul fatto che il metodo scientifico informatico ‘inventato’ da Mark Perlin, non è stato adeguatamente testato e convalidato e la sua testimonianza non potrebbe essere fatta valere.
Il processo continua.

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