MASSEREENE TRIAL. IN DISCUSSIONE LA PROVA BASILARE

Quinto giorno del processo contro Colin Duffy e Brian Shivers per la strage alla base militare di Massereene. Oggetto del contenzioso, il guanto in lattice di cui non esisterebbero prove tangibili agli atti

Difesa al contrattacco nella quinta giornata del processo per l’attentato alla base militare di Massereene nel marzo 2009.
L’accusa contro Colin Duffy è stata sostanzialmente ‘costruita’ sulla base di tracce di DNA rinvenute all’interno di un frammento di un guanto di lattice repertato presumibilmente all’interno dell’automobile abbandonata e bruciata dai responsabili dell’omicidio dei soldati Patrick Azimkar e Mark Quinsey.
Nella giornata di ieri un ufficiale artificiere aveva affermato di non averne visto traccia all’interno del veicolo. Quest’oggi l’avvocato della difesa ha voluto insistere sul fatto che nessuna delle fotografie scattate all’interno della Vaxuall mostra l’esistenza del frammento di guanto che il rapporto dice sia stato ritrovano nel vano piedi. Fotografie espressamente richieste prima che gli elementi di prova venissero rimossi.
In casi come questi le fotografie vengono solitamente scattate all’interno di garage sicuri al fine di preservare le prove.
Brian Shivers e Colin Duffy continuano a professare la propria estrainetà ai fatti.
Il processo continua.

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