I BOGSIDE ARTISTS: L’ARTE E LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE

Tratto da The Bogside Artists Blog

Traduzione a cura di Elena Chiorino

Il murale che avevamo dipinto da poco per la parete esterna del nostro studio era, come potete notare, un’immagine sufficientemente eloquente. Ironicamente, coloro che l’hanno distrutto sposano, con ogni probabilità, l’affascinante idea che l’arte, se deve essere “contemporanea” – qualunque cosa significhi -, deve rappresentare “una sfida e una provocazione”, come un loro portavoce ha recentemente affermato in un’intervista radiofonica. Stava delineando una distinzione fra i murales commemorativi dipinti da noi e quelli dipinti dai suoi amici, che lui affermava rappresentassero l’arte “contemporanea”. Ahinoi, questo idiota con le sue “contemporaneità” ricopre un ruolo politicamente influente nel consiglio locale.
Stando alla sua definizione, ci sembra  di aver fatto un lavoro straordinario con il nostro murale, dal momento che è stato distruttoin ventiquattro ore da quando l’abbiamo terminato. È troppo ciò che passa per comprensione dell’Arte da parte di coloro che credono di saperla lunga, finché non vengono posti di fronte alla cruda realtà, e allora impazziscono. Invece di celebrarci per la nostra visione “contemporanea”, il nostro lavoro è stato distrutto – di notte, ovviamente, così nessuno ha potuto vedere chi sia stato.
Il nostro murale riguardava la Libertà d’Espressione, ed esplicitava quanto, a Derry, sia di fatto impossibile; e chi la esercita lo fa a suo rischio e pericolo. Il murale dipinge un bambino per sottolineare il semplice fatto che la perpetrazione della violenza contro i bambini consiste soprattutto nel costringerli a tacere. Il bavaglio con i colori della Union Jack e del Tricolore Irlandese si riferisce al fatto che l’attuale ménage-a-deux fra il Sinn Féin e gli Unionisti fa leva sul tenere a bada il dissenso e le critiche. I giornali che in passato erano un riferimento per la vox populi ora vengono usati dai politici per assicurare segretezza mentre le decisioni politiche fanno il loro corso senza ostacoli. La responsabilità pubblica è qualcosa che nessuno di loro supporta o promuove. I loro piani rimangono di fatto celati finché non sono costruiti e fissati, e pagati. Che sia una scultura altamente sovrapprezzata che nessuno vuole o un ponte da milioni di sterline di cui nessuno ha bisogno, i loro progetti vanno avanti con spudorata indifferenza per i desideri o i consigli espressi dalla gente. Ora, con l’onoreficenza della Città della Cultura del 2013, e con tutti i fondi ad essa destinati, i burattinai dietro a quei progetti saranno una potenza clandestina con la quale scontrarsi nei prossimi mesi. Il nostro murale rappresentava questo, e molto di più. E per questo è stato rimosso da quel muro.

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