“FRIENDS OF COLIN DUFFY” IN PROTESTA A STORMONT

Stormont è stata la sede dell’ultima protesta organizzata dalla gruppo di sostenitori di Colin Duffy, in difesa dei diritti dei prigionieri repubblicani detenuti nel carcere di Maghaberry (i detenuti sono sottoposti regolarmente a strip searches, restano rinchiusi fino a 23 ore nelle loro celle, ed ogni loro movimento è controllato).
La protesta che ha visto la partecipazione di una sessantina di persone, ha fatto seguito al pestaggio subito da Colin Duffy lo scorso martedì ed al medesimo trattamento riservato ad un altro prigioniero repubblicano nelle settimane precedenti, Daire Mc Kenna, i cui familiari sono stati parte attiva della protesta.
Simbolo della manifestazione è stata una zia 84enne di Colin che ha percorso il miglio verso la collina su cui sorge Stormont ed una volta giunta sul posto le è stato chiesto quale sensazione stesse provando e la risposta è stata: “Beh, è stato un lungo cammino, ma l’obiettivo principale era riuscirci ed essere quì per Colin”.
I manifestanti dopo un primo momento di attesa hanno cercato di entrare nell’edificio attraverso l’ingresso principale, ma sono stati bloccati dal PSNI che ha poi bloccato nuovamente un secondo tentativo da un ingresso secondario.
I familiari di Colin Duffy hanno poi chiesto di poter parlare con qualcuno dell’ufficio del Primo e del Vice Primo Ministro, ma è stato loro risposto che nessuno in quel momento era disponibile a dare loro udienza. La protesta si è poi conclusa con la rassicurazione che le loro richieste sarebbero state trasmesse a chi di dovere.
Questo però non ha significato la fine del calvario dei manifestanti, molti dei quali sono stati fermati e molestati ed interrogati dal PSNI, nel tragitto di ritorno verso le loro case.
Ad un certo punto cinque auto cariche di partecipanti alla protesta sono state fermate in una zona a predominanza lealista, e sono stati costretti a scendere dagli automezzi sotto gli occhi dei lealisti stessi.
E’ ormai convinzione comune che non sia solo Colin Duffy l’obiettivo di soprusi ma anche tutta la sua famiglia.

Radio Free Éireann il giorno 11 luglio ha trasmesso un’intervista a Paul Duffy, fratello di Colin, durante la quale ha parlato dell’aggressione subita dal fratello a Maghaberry e della protesta a Stormont.
L’audio è disponibile negli archivi radiofonici: Radio Free Eireann – Saturday, July 11, 2009 1:00 pm (l’interveno di Paul Duffy  è al 49esimo minuto circa di trasmissione)
Cliccate quì per il download della trasmissione in formato .mp3 (l’interveno di Paul Duffy  è al 49esimo minuto circa di trasmissione)

Protest at Stormont (Friends of Colin Duffy)
The Duffy family took their campaign to the bastion of British rule in the Six Counties.  Stormont was the venue for their latest protest.  About 60 people took part in the protest to highlight the plight of Republican prisoners in Maghaberry prison.  The protest was organised by Colin’s family following the brutal assault on Colin earlier in the week.  This assault on Colin followed an attack on another republican prisoner, Dáire Mc Kenna, just two weeks earlier.  Dáire’s family also attended the protest.
The determination of the protesters was reflected by an 84 year old aunt of Colin who walked the mile long journey up the hill to Stormont.
When she arrived at the top of the hill she was asked by a relative as to how she was feeling.  In reply she said:
“Well, it was a long walk for me but the main thing is that I made it and I’m here for Colin.  Thats all that matters, isn’t it?”
After a brief spell at the steps of Stormont the protesters tried to gain access to the main entrance to the building but were prevented from doing so by Stormont security and the RUC/PSNI.  Those gathered then tried to gain access via another enterance. Once again they were stopped.  There was a brief stand off as the family demanded to speak to someone from the office of the First and Deputy First minister.
The family were told that no one within that office would make themselves available to meet with the family.
It was the intention of the Duffy family to outline their concern around the recent attack on their family member as well as the degrading treatment of all republican prisoners in general:  Including strip searches, 23 hour lock -ups  and controlled movement.
The protest was ended after the family was told that their concerns would be noted and logged and sent to the office of the First and Deputy First minister.  The Duffy family await their response.
However, the protesters’ ordeal didn’t end there.
While making their journey back to their homes they were stopped searched and harassed by the RUC/PSNI.
At one stage on their journey five car loads of protesters had been stopped while travelling through a prodominantly loyalist area and removed from their cars.
Women and children as well as male adults were interrogated and harassed at the busy roadside.  This all happened in full view of loyalist on-lookers.
Speaking about what happened on the way home, a friend of Colin said:  “It is clear that those within the British establishment are not only intent on continuing their persecution against Colin but are now turning their attention on Colin’s family and friends also.  This intimidation will not stop the campaign from seeking justice for Colin.  It will only strengthen our resolve to continue.”

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