UOMO D’AFFARI DI DERRY DENUNCIA: “L’MI5 MI HA SEGUITO IN LITUANIA”

Gerard Doran, proprietario di ‘GD Textyles’ a Derry, ha denunciato al Derry Journal i suoi sospetti: “L’MI5 mi segue perché uno dei miei amici di famiglia è un noto Repubblicano”

L’incubo di Gerard Doran è iniziato in Lituania qualche settimana fa, quando, recatosi a Vilnius per un incontro con alcuni clienti nella hall di un hotel, è stato avvicinato da due uomini che gli hanno chiesto informazioni sulle attività dei dissidenti a Derry.

“Sono rimasto scioccato”, racconta al Derry Journal. “Aspettavo tre clienti, e invece si sono avvicinati questi due uomini, uno con un accento inglese, l’altro con un accento irlandese, chiamandomi per nome e usando anche il mio soprannome. Non li avevo mai visti prima, quindi potete immaginare come mi sono sentito quando me li sono ritrovati davanti nel bel mezzo di Vilnius”, ha aggiunto.

“Sapevano che cosa avessi fatto e chi avessi incontrato nei tre giorni precedenti, e come sapevano che ero in Lituania, comunque? Queste sono molestie, nulla di meno”.

“Vorrei solo che mi lasciassero in pace”, è il suo appello pubblico. “Sono solo un uomo d’affari e voglio solo andare avanti con la mia vita e continuare a prendermi cura della mia famiglia come faccio”.

Ribadendo di non avere legami con gruppi politici o organizzazioni Repubblicane, sottolinea però che non è la prima volta che sospetta di essere approcciato da membri dei servizi segreti britannici.

“Più o meno a quest’epoca, l’anno scorso”, racconta, “ho ricevuto una telefonata. Era un uomo con l’accento inglese che voleva parlarmi di alcune persone di Derry. Io risposi di non sapere di cosa stesse parlando e gli chiesi educatamente di non disturbarmi più”.

“La settimana scorsa, dopo essere rientrato dal viaggio in Lituania, ho ricevuto una seconda telefonata da uno degli uomini che avevo incontrato. Avevo tolto la batteria al cellulare fino al mio rientro a Derry per paura che lo usassero per seguirmi, e appena qualche ora dopo averla reinserita mi hanno chiamato”, ha proseguito.

“L’uomo al telefono si è ripetuto più e più volte. Mi ha detto di dovermi parlare di alcune persone di Derry, e che poteva aiutarmi, e mi ha addirittura messo in guardia sui miei tre clienti dicendomi che non erano lituani ma russi, e che avrei dovuto stare alla larga da loro”.

“Quella telefonata mi ha veramente spaventato”, ha aggiunto. “Non l’ho detto ai miei figli perché non voglio che si preoccupino… non dovrei essere costretto a vivere così, ed è per questo che ho deciso di raccontarlo”.

Secondo lui, il fatto che uno dei suoi amici di famiglia sia un noto Repubblicano “è l’unica spiegazione”.

“Ma bere qualcosa con un amico nel proprio tempo libero non è un crimine, quindi vorrei davvero che queste persone mi lasciasero in pace a vivere la mia vita”, ha concluso.

Contattato dal Derry Journal, un portavoce del British Home Office ha rifiutato di rilasciare commenti in quanto si tratta di “operazioni di sicurezza”.

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