I DISSIDENTI MINACCIANO McGUINNESS. MA “IL SILENZIO NON È UN’OPZIONE”

La minaccia è “grave e reale”, avverte la PSNI. Ma McGuinness ribatte: “Sono assolutamente certo del terreno su cui sono”

Dopo le aspre condanne di Martin McGuinness ai dissidenti Repubblicani, ritenuti responsabili dei quattro mortai rinvenuti dalla PSNI qualche giorno fa appena prima che esplodessero, la reazione è stata immediata: ieri sera la polizia ha avvertito che le minacce sono “reali”.

“Sia io che la PSNI stiamo prendendo molto sul serio questa minaccia”, ha dichiarato il vice Primo Ministro nordirlandese, “ma in questo momento restare in silenzio non è un’opzione che un leader politico possa prendere in considerazione, e non mi ridurranno al silenzio. Difenderò il processo di pace da attacchi da qualunque parte, che siano i dissidenti o i manifestanti lealisti delle flag protests“.

Secondo la polizia, le minacce sono una risposta alle condanne al recente tentato attacco e ad altre affermazioni di McGuinness a supporto della PSNI.

“È molto indicativo della mentalità dei gruppi come quello responsabile della minaccia che nella loro logica distorta minacciare i Repubblicani irlandesi e le loro famiglie possa in qualche modo giovare alla causa della Riunificazione dell’Irlanda”.

“Sono assolutamente certo che quella su cui sono io sia la strada condivisa da tutti i Repubblicani di quest’isola genuinamente interessati ad una nuova Irlanda, Repubblicani che mettono l’Irlanda prima dell’ego, della criminalità e dei profitti personali”.

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