ENDA KENNY E MARTIN McGUINNESS PROPONGONO UNA NAZIONALE DI CALCIO “ALL IRELAND”

Gli Europei di calcio fungono da catalizzatore anche in ambiente politico. I leaders di governo del sud e del nord dell’isola, sono convinti che una nazionale “unificata” sarebbe più forte e propensa al successo in ambito europeo e mondiale

Mischiare sport e politica? Così come in Italia anche in Irlanda gli Europei di calcio stanno catalizzando l’attenzione diventando uno dei pochi argomenti di discussione che accomuna gli ambienti più svariati. Il Taoiseach Enda Kenny e il vice primo ministro del Nord Irlanda, Martin McGuinness, sono concordi. Per raggiungere livelli elevati nello sport del calcio la nazionale irlandese di calcio dovrebbe aprire le porte a giocatori di entrambo i lati del confine.

“Penso che potremmo certamente qualificarci per la Coppa del Mondo, se avessimo una squadra molto più forte”, ha dichiarato Enda Kenny. “Quando lavoriamo molto … come facciamo nel rugby, nella box, come fanno i nostri sportivi ai più alti livelli mondiali ed europei, ottenendo risultati dal mio punto di vista eccezionali, allora ne diventerei un grande sostenitore.”

Una proposta quella del leader di governo irlandese, che ha trovato ampio sostegno anche in Martin McGuinness che durante un meeting a Dublino, si è così espresso: “Sono d’accordo con il Taoiseach, e non è una questione politica. Credo che sulla scena mondiale, potremmo essere giocatori molto più efficaci se potessimo attingere indipendentemente tra i sei milioni di persone abitanti di quest’isola”.
“Vengo da una parte dell’isola in cui i giovani devono decidere si giocare per la Repubblica o per il Nord (creando notevoli contrasti nei rapporti tra gli organismi che governo il calcio sull’isola, la Football Association of Ireland nella Repubblica e l’Irish Football Association (IFA) nel Nord Irlanda), ed è terribilmente sbagliato che qualcuno pronunci parole di critica in merito alle scelte di carriera calcistica. Il mio atteggiamento è che se una squadra gioca in campo, io li sosterrò”.

Il primo ministro Peter Robinson non è voluto entrare nel merito di una discussione “da pub”, che nulla dovrebbe avere a che fare con la politica.

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