MASSEREENE TRIAL. AMMESSA LA PROVA DEL DNA CONTRO DUFFY E SHIVERS

Pesa come un macigno la decisione del giudice di accettare la prova “sperimentale” del DNA, frutto di una metodo informatico di un esperto statunitense. Una metodologia che mai precedentemente utilizzata in Irlanda e nel Regno Unito

Il giudice Anthony Hart, della Antrim Court Crown, ha quest’oggi stabilito l’ammissibilità della prova del DNA, nel processo contro Colin Duffy e Brian Shivers per il duplice omicidio avvenuto nel corso dell’agguato alla base militare di Massereene, risalente al 7 marzo 2009.
I due imputati continuano a professarsi innocenti.
La prova del DNA in questione, è frutto di un metodo informatico innovativo creato dal professore statunitense Mark Pervin. Una metodologia che non aveva mai trovato in precedenza applicazione nè in Irlanda nè nel Regno Unito.
La difesa si era strenuamente battuta contro l’ammissibilità di tale prova perchè ritenuta inaffidabile e non debitamente convalidata.
Si tratta, infatti, di un metodo puramente statistico per permette di mettere a confronto il DNA di 2 o più persone.  Mark Pervin sarebbe riuscito a dimostrare che il DNA repertato da una fibbia delle cinture di sicurezza è 5.910 miliardi di volte più probabilmente proveniente da Colin Duffy che da chiunque altro, ed i campioni rinvenuti su un telefono cellulare sono sei miliardi di volte più probabilmente ricondubili a Shivers Brian rispetto che a qualsiasi altra persona.

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