NEWS OF THE WORLD: NUOVE ACCUSE DI CORRUZIONE E COLLUSIONE CONTRO SCOTLAND YARD

Scotland Yard nuovamente nel mirino delle accuse di corruzione legate allo scandalo delle intercettazioni di News of the World: la Metropolitan Police avrebbe tenuto nascoste per quattro anni prove evidenti di attacchi hacker contro un ex agente dell’intelligence britannica.

di Elena Chiorino

Secondo gli ultimi sviluppi dell’inchiesta, la Metropolitan Police sarebbe entrata in possesso quattro anni fa di documenti che provavano intercettazioni di e-mails ai danni di un ex agente dell’intelligence britannica, ma senza mai prendere provvedimenti fino a due mesi fa.
Secondo queste informazioni, il computer di Ian Hurst, spia dell’esercito, è stato obiettivo di investigatori privati al servizio di News of the World: erano convinti che Hurst fosse in possesso di informazioni riguardanti “una talpa negli alti ranghi dell’IRA”.
Tuttavia, i detective non hanno preso alcun provvedimento in merito, reato che può portare fino a cinque anni di carcere.
Oggi, Hurst pretende la verità: “Io e la mia famiglia siamo rimasti sconvolti alla scoperta di essere stati oggetto di intercettazioni da parte di News of the World”, ha dichiarato all’Evening Standard, “e ancora di più nell’apprendere che la Met lo sapeva e non ha fatto niente. Gli agenti non hanno affatto investigato su questi crimini e questo, visto tutto ciò che è successo, rafforza la mia convinzione che la Met sia istituzionalmente corrotta.”
Aggiunge che ripone la sua fiducia in Sue Asker, assistente al vicecommissario, che si è presa carico dell’Operazione Tuleta, una nuova indagine sulle violazioni informatiche, tuttavia continua a “temere che la sua inchiesta potrebbe comunque venire ostacolata.”
Le premesse, in effetti, non lasciano grandi speranze: Scotland Yard ha annunciato un’imminente indagine solo nel giugno di quest’anno, dopo che un investigatore privato aveva dichiarato che Alex Marunchak, un prominente ex dirigente del News of the World, gli aveva commissionato di introdursi nel computer di Hurst. Marunchak, che ha inoltre alle spalle vent’anni di lavoro part-time per la Met in veste di traduttore, ha vigorosamente negato le accuse; tuttavia, i tentennamenti e i ritardi di Scotland Yard nell’affrontare l’inchiesta hanno senza dubbio condotto alle accuse di collusione che ora deve affrontare.
Hurst ha lavorato al servizio dell’intelligence dell’esercito britannico in Irlanda del Nord per dodici anni, in seguito ai quali ha scritto un libro nel quale rivelava che Freddie Scappaticci, membro dell’IRA, fosse in realtà un agente britannico che lavorava sotto copertura con il nome in codice di Stakeknife. Pare che il News of the World fosse interessato proprio ad informazioni inedite su Stakeknife, e che ritenesse che il computer dell’ex agente potesse rivelarsi una fonte preziosa: la Met è stata accusata di aver omesso prove del reato mentre, nel 2006, indagava su Jonathan Rees, investigatore privato al servizio del tabloid già sospettato di altri crimini. I documenti includono un fax di sette pagine datato 5 luglio 2006, contenente estratti di e-mails di Hurst inviate da Rees – all’epoca editore dell’edizione irlandese del giornale – all’ufficio dublinese di News of the World.
“Da gennaio 2011 abbiamo ricevuto numerose denunce di violazione della privacy, incluse le violazioni informatiche. Verrà aperta un’inchiesta formale, e qualsiasi ulteriore commento è dunque inappropriato.”

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