DUE POWS FARANNO RICORSO CONTRO LE AUTORITA’ DI MAGHABERRY

William Wong e Michael Johnston, prigionieri che attualmente stanno conducendo una dirty protest, ricorreranno legalmente contro il divieto imposto dalle autorità carcerarie di ricevere visite.

di Elena Chiorino

Secondo i loro avvocati, il divieto viola la Convenzione Europea per i Diritti Umani, e rappresenta una prova del fatto che i prigionieri sono detenuti in isolamento, poiché non è permesso loro alcun contatto umano, se si escludono i loro carcerieri.
Il provvedimento, sostengono le autorità carcerarie, è una misura di tutela del personale dai rischi sanitari in cui potrebbe incorrere in conseguenza alla dirty protest, che i prigionieri avevano definito “unica scelta” per protestare contro le condizioni inumane che devono sopportare.
Tony McGleenan, per conto del Prison Service, spiega infatti che l’unica causa del divieto è proprio la dirty protest. “I prigionieri potrebbero semplicemente accettare di farsi una doccia, cambiarsi i vestiti e allora potrebbero ricevere visite dai loro legali.” Il giudice Weatherup conferma il grave rischio sanitario che comporta la protesta, e giustifica il provvedimento. Autorizzando il ricorso, però, assicura che verranno prese in considerazione misure che potrebbero essere attuate per facilitare la comunicazione con gli avvocati e le visite familiari. “Le autorità carcerarie hanno l’obbligo di determinare se possano o no concedere questi servizi ed esaminare i passi che possono essere intrapresi.”
Una possibile soluzione potrebbe consistere nell’installazione di una linea telefonica usata solo da coloro che sono coinvolti nelle proteste.


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