LE DIMISSIONI DI THERESA MAY. REAZIONI DAL MONDO POLITICO NORDIRLANDESE

Un mix di reazioni contrastanti ha attraversato il mondo politico nordirlandese all’annuncio che Theresa May si dimetterà dal suo incarico fra due sole settimane, il 7 giugno

Dopo un nuovo immediato rifiuto del Withdrawal Agreement da lei proposto, Theresa May ha annunciato in lacrime le sue dimissioni nella mattinata del 24 maggio.

In un comunicato rilasciato al n.10 di Downing Street, il Primo Ministro ha dichiarato: “Dal primo momento in cui ho varcato quella soglia come Primo Ministro, ero mossa dalla volontà di rendere il Regno Unito un paese che funzionasse bene non solo per pochi privilegiati ma per tutti, e di rispettare il risultato del referendum sull’UE.

“Ho negoziato i termini della nostra uscita [dall’UE] e una nuova relazione con i nostri vicini che proteggesse il lavoro, la nostra sicurezza e la nostra unione. Ho fatto di tutto per convincere i Membri del Parlamento a sostenere quell’accordo…

“Ma mi è ora chiaro che è nel miglior interesse di questa nazione che un nuovo Primo Ministro ci guidi. Perciò annuncio oggi che mi dimetterò dall’incarico di leader del Conservative and Unionist Party venerdì 7 giugno, e che un successore potrà essere scelto…

“La nostra politica forse è stata messa a dura prova, ma c’è così tanto di buono in questo paese, così tanto di cui essere orgogliosi, così tanto per cui essere ottimisti. Lascerò a breve l’incarico che ricoprire è stato per me l’onore della mia vita.

“Il secondo Primo Ministro donna, ma di certo non l’ultima. Non lo faccio mossa da risentimento, ma con immensa e perenne gratitudine per aver avuto l’opportunità di servire il paese che amo”.

Le parole di Arlene Foster, leader del DUP, che si è scontrata con Theresa May sulla Brexit, sono state: “Nonostante a volte abbiamo avuto differenze di approcci, in particolare sulla Brexit, abbiamo sempre goduto di una relazione basata sul rispetto e la cortesia.

“In particolare”, ha aggiunto, “lodo e ringrazio il Primo Ministro per il suo coscienzioso approccio sulle questioni nazionali e la sua volontà di riconoscere il bisogno dell’Irlanda del Nord di maggiori risorse tramite gli accordi di Confidence and Supply.

“Rendo omaggio al Suo altruistico servizio portato avanti negli interessi del Regno Unito e Le auguro tutto il meglio per il futuro”, ha concluso.

D’altro canto, molti in Nord Irlanda hanno sottolineato che il problema della Brexit rimane e non è ridimensionato dalle dimissioni, in quanto le stesse questioni rimarranno in gioco.

Il vice leader di Alliance Party, Stephen Farry, ha dichiarato che Theresa May è stata “dignitosa e cortese”, ma “aveva le mani legate da linee invalicabili reciprocamente contraddittorie sulla Brexit”.

Farry ha aggiunto che il prossimo Primo Ministro dovrà affrontare le stesse difficoltà, e dovrà farlo “con realismo e onestà”.
“Non importa chi verrà dopo di lei, gli stessi problemi saranno lì ad attenderlo. Chi sostituirà Theresa May dovrà affrontare nette decisioni sulla Brexit e le sue conseguenze.

Ha poi proseguito: “Visto il tempo necessario a scegliere un nuovo leader del Partito Conservatore e Primo Ministro, è probabile che servirà un’altra estensione all’articolo 50, se non si decide di lasciare l’UE senza accordo. Il prossimo Primo Ministro dovrà insistere perché si torni al voto e permettere alla gente di restare, ora che sono consapevoli del caos che la Brexit porterà”.

theresa may

Theresa May ha terminato in lacrime il discorso con cui ha annunciato le dimissioni

Secondo il leader del SDLP, Colum Eastwood, la Brexit è “un progetto fondamentalmente impossibile da mettere in pratica”.

Il MLA del Foyle ha dichiarato: “I tentativi di implementare la Brexit sono costati al governo britannico 38 Ministri dal Referendum del 2016, inclusi due Primi Ministri. È una dottrina che tenta di affondare un’ascia di semplicità sui delicati livelli di relazioni politiche in Irlanda. E ha spezzato le vecchie certezze politiche della Gran Bretagna.

“Sono stato in disaccordo con Theresa May in quasi ogni passo che ha fatto nel corso degli ultimi tre anni. Far valere l’articolo 50 senza un piano per impedire un hard border in Irlanda, sottrarsi politicamente sugli accordi già presi sul backstop e rifiutarsi testardamente di fermare la pazzia che ha scosso Westminster. È tuttavia innegabile che abbia messo ogni energia nel trovare un accordo nella House of Commons. Il punto resta che, semplicemente, non c’è consenso che si possa trovare.

“L’Unione Europea ha già affermato molto chiaramente che il Withdrawal Agreement non è più negoziabile. Un nuovo Primo Ministro dovrebbe riconoscere gli errori compiuti da Theresa May, revocare l’Articolo 50 e mettere fine a questo scontro frontale politico, diplomatico ed economico”, ha concluso Eastwood.

Tratto da 4ni.co.uk

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