SICUREZZA A MAGHABERRY. FORD “RASSICURA” L’ASSEMBLY

David Ford, Ministro della Giustizia

David Ford, Ministro della Giustizia

Il ministro della Giustizia David Ford ha risposto alle perplessità dell’Assembly sulla sicurezza a Maghaberry

Un allarme bomba scoppiato nella giornata di ieri fuori dalla struttura del carcere di Maghaberry, a Lisburn, che ha portato alla decisione di cancellare tutte le visite ai prigionieri, ha anche scatenato una discussione a Stormont.

L’allerta è ora conclusa e le autorità carcerarie hanno dichiarato che le visite torneranno a regime regolare da domani (mercoledì 4 febbraio).

Paul Givan, rappresentante del DUP, si è detto “preoccupato” del fatto che “più di duecento sostenitori dei prigionieri Repubblicani siano riusciti ad avvicinarsi a Maghaberry, oltretutto mentre un agente della polizia penitenziaria arrivava in auto senza saperne nulla”.

Questa sarebbe stata, a detta di Givan, “una ragione di preoccupazione per come la situazione si è sviluppata”.

Per David Ford, che ha ribattuto, la violenza scoppiata tra le mura del carcere è stata “orchestrata da alcuni prigionieri” nel “tentativo fallito di prendere il controllo della Roe House”.

“La risoluta, determinata e appropriata risposta degli agenti della polizia penitenziaria e dell’amministrazione carceraria hanno dato prova del fatto che questo non sia permesso”, ha aggiunto, sottolineando che “tutti devono fronteggiare le minacce verbali dei prigionieri agli agenti, come il fatto che sia stato nominato David Ford”.

“Non c’è spazio per le minacce”, ha dichiarato.

Ha poi negato categoricamente l’illazione di Tom Elliott (UUP), secondo cui ai prigionieri sarebbero state fatte “delle concessioni”; ha invece affermato che sono stati avanzati “suggerimenti” per “normalizzare il regime della Roe House”.

Voce fuori dal coro unionista quelle di Raymond McCartney (Sinn Féin) che ha chiesto un’inchiesta completa sugli avvenimenti di Maghaberry, e suggerito di mettere in atto l’August Agreement del 2010 “per evitare un’escalation della tensione in carcere”.

Un invito al cercare una soluzione permanente, anche rivolgendosi ad un “team di constatazione dei problemi”, anche da Alban Maginness (SDLP).

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