TOM ELLIOTT LASCIA L’UUP
Intervista di Tom Elliott, leader UUP uscente, in esclusiva per l’Impartial Reporter
Traduzione a cura di Sara Parmigiani
Tom Elliott , che si è dimesso la scorsa notte dalla carica di leader dell’Ulster Unionist Party, ha dichiarato di volerne uscire a causa delle crescenti tensioni all’interno del partito.
Elliott sostiene che nei giorni scorsi si sia creata “un’atmosfera di disagio” all’interno del partito e che alcuni dei suoi colleghi gli stiano rendendo la vita difficile riportando “fandonie” ai giornalisti.
In un’intervista esclusiva rilasciata ad un giornalista dell’Impartial Reporter, Elliott ha dichiarato di non aver “alcun rimpianto” circa il suo mandato, aggiungendo: “Mi sarebbe piaciuto fare di più e mi sarebbe piaciuto fare di meglio. Non ho ottenuto quello che avrei potuto e questo è motivo di delusione”.
E ha criticato i membri dell’UUP che si sono chiamati fuori dal gioco.
“Ci sono persone che cercano costantemente di rendermi la vita impossibile raccontando falsità ai giornalisti – questo è un problema serio. Ieri, per esempio, Danny Kennedy mi ha telefonato dopo che qualcuno all’interno del partito gli aveva detto che starei progettando un rimpasto e che per questo avrebbe rischiato di perdere la sua posizione ministeriale”. Quindi, potete vedere come ci sia gente (all’interno del partito) determinata a causare dei problemi”, ha commentato.
La leadership di Tom Elliott non è stata immune dai problemi, dal rifiuto ad assistere ad un match del GAA, all’appellare lo Sinn Fein come “feccia”, non è stato facile concorrere per il Fermanagh ed il South Tyrone. Ma vuole riportare il discorso sulla “copertura negativa” avuta dalla stampa.
“Ci sono giornalisti che sono perennemente contro di me ed il partito. Non hanno mai nulla di positivo da dire. Vogliono solo trascinarmi giù. E non importa se il nostro partito abbia qualcosa di positivo da annunciare; ci sono giornalisti che non ne vogliono sapere, vogliono giusto focalizzare solo gli aspetti negativi. E ci sono alcuni membri di partito che vogliono alimentare bugie piuttosto che raccontare la verità a questi giornalisti”.
Elliott è giunto alla sua decisione ieri pomeriggio al termine di una settimana difficile “dietro le quinte”. La prima persona ad esserne informata è stata la moglie. Ha dichiarato che un crescendo di problematiche e questioni all’interno del partito ha cementificato la decisione di lasciare.
“Biasimo il continuo montare questioni collettive e le poche persone che volevano rendermi la vita difficile. Non è stato facile, ma ho volto lo sguardo al partito e ho pensato che se era quello a trascinarmi verso il fondo, la cosa migliore sarebbe stata andare avanti”, ha affermato.
Elliott ha dichiarato di aver tentato di far “progredire” il partito, ed ha aggiunto: “Volevo solo essere un leader onesto, non ho rimpianti, non credo nell’avere rimpianti”.
“Il mio messaggio personale a coloro che mi criticano all’interno del partito è: ho dato del mio meglio. Tocca a voi decidere come lo abbia fatto”.
Elliott non ha rilasciato commenti su chi possa essere il suo successore, ma alcune fonti ritengono che si possa trattare di Danny Kennedy.
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