BELFAST, FALLITO ATTACCO BOMBA FA LUCE SULLE ‘PECCHE’ DELL’ ESERCITO
Dopo il fallito attacco bomba della scorsa settimana ai danni di un soldato scozzese a Belfast da parte di dissidenti repubblicani, ricostruzioni e indagini fanno luce su errori e falle nella sicurezza da parte dei militari in Irlanda del Nord
Le critiche sull’operato dell’esercito, per la mancata osservazione da parte dei propri uomini di misure di sicurezza sui loro spostamenti e la loro identità, si sono fatte sentire – a bassa voce – anche da fonti della stessa polizia nord-irlandese.
Da quanto affermato dal gruppo responsabile dell’attacco, le informazioni per programmare l’attentato sono state reperite da Facebook e seguendo per giorni gli spostamenti del bersaglio. Alla luce dell’accaduto, l’esercito di base a Belfast si troverà a dover rispolverare le proprie strategie antiterrorismo.
Il caso ha inizio la settimana scorsa, quando un ordigno è stato rinvenuto all’interno dell’automobile di proprietà di un soldato scozzese. L’uomo si trovava a Ligoniel, North Belfast, a casa della sua compagna.
L’ordigno consisteva in una granata a cui era stata applicata una calamita. La bomba era nascosta sotto il sedile del guidatore, con un filo detonatore collegato alla fibbia della cintura.
L’attentato ai danni del militare avrebbe potuto essere letale, e mettere in pericolo la vita di altri civili nella zona.
Il tentativo di omicidio è stato rivendicato da Oglaigh na hEireann (ONH). Secondo le ultime ricostruzione degli eventi, la leadership dell’organizzazione sapeva con certezza che tre soldati avrebbero visitato la casa di Ligoniel durante i giorni di festa tra Natale e gennaio.
Nella stessa occasione, il gruppo di militari sarebbe stato tenuto d’occhio e pedinato mentre si spostava verso Andersonstown, zona ovest di Belfast. I tre sono stati visti salire su un taxi che li ha portati verso il centro città.
La rete di intelligence di ONH è risalita al nome di uno degli uomini e, secondo fonti interne al gruppo, l’organizzazione ha utilizzato Facebook per confermare l’identità del militare e ricostruire un identikit. Nel profilo del social network, l’uomo ha una foto in cui è ritratto in uniforme, seduto su un mezzo dell’esercito.
Le informazioni raccolte dal gruppo di fuoco sono state sufficienti per mettere in piedi l’attacco e installare la booby-trap all’interno dell’automobile dell’uomo, scampato per il rotto della cuffia dopo aver scoperto l’ordigno.
In seguito all’azione terroristica, alcuni dei dissidenti hanno anche rivolto minacce alla compagna del militare. La scorsa settimana, la ragazza ha ricevuto dai terroristi un ultimatum ad abbandonare la sua abitazione, che avrebbe lasciato la sera stessa.
“Loro pensano che la guerra sia finita”, ha detto una fonte tra il gruppo dissidente. “[Questo attacco] prova che non è così”.
I media nord-irlandesi riportarono già nei giorni scorsi di alcune serie falle alla sicurezza che portarono al tentativo di omicidio ai danni del militare scozzese da parte del gruppo repubblicano – un’azione che ha scatenato sgomento ma soprattutto rabbia (verso i militari) tra i capi della polizia.
Secondo una fonte interna alle forze dell’ordine, “l’esercito deve essere in grado di gestirsi [da solo]. Questi uomini devono pensare bene a come e dove se ne vanno in giro, quando sono da queste parti”.
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- Dissidents’ booby-trap bomb bid to kill soldier – Belfast Telegraph (belfasttelegraph.co.uk)
- ‘Very, VERY, lucky’: Soldier finds bomb under his car seat on visit to see girlfriend in Belfast (seachranaidhe1.wordpress.com)
- Soldier finds bomb under his car seat on visit to see girlfriend in Belfast (dailymail.co.uk)
- Soldier targeted in NI bomb attack not based in North – Irish Times (irishtimes.com)