ORANGE ORDER. CONTINUA IL CONTENZIOSO SULLA PARTECIPAZIONE DI DUE MEMBRI AD UN FUNERALE CATTOLICO

‘Graziati’ il mese scorso, Tom Elliott e Danny Kennedy potrebbero trovarsi ad affrontare un ricorso in appello. Sconcerto dal mondo orangista, mentre l’Orange Order si astiene dal commentare su quello che liquida come un “problema interno”

L’Orange Order torna a fare i conti con la polemica scatenata dai provvedimenti disciplinari presi contro due suoi prominenti membri – tra cui il leader degli Ulster Unionists, Tom Elliott – per aver contravvenuto ad una regola basilare dell’Ordine partecipando al funerale di Ronan Kerr, agente Cattolico della PSNI ucciso in aprile.
Elliott e Danny Kennedy erano stati prosciolti un mese fa in seguito ad inchieste interne all’Ordine, sentenza allora accolta con sollievo da numerosi esponenti dell’organizzazione e del partito di Elliott; ma la possibilità di riaprire il caso in appello rimette in discussione il verdetto. Non è ancora chiaro quale sarà il prossimo passo, ma certo è che la Grand Lodge, organo principale dell’Ordine, discuterà il nuovo reclamo in dicembre.
“Disgusto e vergogna” espressi dal presidente dell’UUP, David Campbell: “Partecipando al funerale di un poliziotto ucciso dai terroristi hanno dato una prova di carità cristiana nemmeno paragonabile a quella che i membri di quella loggia potranno mai sperare di dimostrare.”

Un commento

  • Riccardo Rinaldi
    Avatar di Riccardo Rinaldi

    Inguaribilmente tolleranti ed aperti al loro prossimo come sempre, persino quando si tratta di un cattolico che serviva uno stato protestante… la dice lunga su quale sia la flessibilità mentale che c’è da attendersi da costoro!

    Vorrei far notare la presenza nella foto di Mickey Harte (coach della squadra di football GAA di Tyrone – eroi sportivi della loro contea), e del capitano della squadra (terzo e quarto da sx). I giocatori di Tyrone avevano preso dichiaratamente le parti degli hunger strikers nel 1981. Oggi un’altra squadra ha portato a spalle la bara di Kerr.
    Non sono sicuro di essere d’accordo con loro, ma se non altro è uno dei tanti sintomi della differenza tra la gente “normale” e gli Orangemen.

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