CARL REILLY: “LA PROTESTA A MAGHABERRY POTREBBE ARRIVARE AD AZIONI DRASTICHE”
Carl Reilly, del Republican Network for Unity, dichiara al Belfast Telegraph: “I prigionieri sono preparati ad una lunga protesta, e la storia ci ricorda che più lunghe sono le proteste carcerarie, più diventano drastiche.”
di Elena Chiorino
Ormai da mesi, a Maghaberry è in corso una ‘dirty protest’, alla quale domenica si è affiancato uno sciopero della fame di quarantotto ore. “Lo scopo è lanciare un avvertimento all’amministrazione carceraria e al Ministero della Giustizia”, ha spiegato Reilly, che da alcune fonti è ritenuto un membro di spicco dell’Oglaigh na hEireann.
“Ci sono due problemi fondamentali” ha continuato: “il movimento controllato e le strip searches”. In giugno, il Ministro della Giustizia David Ford ha ancora una volta ribadito che non verrà accettato alcun compromesso sulle strip searches, pratica violenta, invasiva e degradante che è tuttavia ritenuta una “procedura di sicurezza essenziale”.
E, come chiarisce Reilly, è proprio qui che la lotta dei prigionieri è giunta ad un punto di stallo: mentre la protesta repubblicana continua, le regole riguardanti la libera circolazione all’esterno delle celle sono state ancora ristrette, e prevedono ora lunghi periodi di isolamento sottochiave. È elevato, a questo punto, il timore che la protesta all’interno della prigione, oltre che a farsi più drastica e drammatica, conduca ad azioni esterne.
