NESSUN PASSO VERSO LA PACE DALLA CONTINUITY IRA
“I politici dello Sinn Féin sono informatori, e Ronan Kerr era un obiettivo legittimo, poiché si è unito ad una forza di polizia britannica, così come Carroll; allo stesso modo l’Inghilterra è ancora un obiettivo primario.” Queste le parole di un membro della Continuity IRA (CIRA) intervistato dal Guardian in North Armagh.
di Elena Chiorino
“I dissidenti non saranno dissuasi dalla lotta armata nemmeno dai colloqui segreti con il governo britannico, quello irlandese o il Sinn Féin.” dichiara, raccontando che era un ragazzino quando la Provisional IRA dichiarò il cessate il fuoco nel 1994, e che non si è mai pentito di aver immagazzinato esplosivi per la CIRA, reato che gli è costato quattro anni a Maghaberry dopo l’arresto nel 2006.
Le sue opinioni bellicose nei confronti del processo di pace riflettono un acuirsi della violenza terroristica da quando è ripreso il decentramento dei poteri a Stormont, come dimostrano anche dati forniti dalla polizia.
Il prigioniero della CIRA rifiuta anche l’offerta di colloqui presentata dal Sinn Féin: “Parlare con il Sinn Féin in questo momento equivale a parlare con un governo fantoccio in mano al potere britannico. Quando sarà tempo di parlare con gli inglesi, parleremo con loro a Westminster. Non vedo motivo di parlare con ex repubblicani che hanno adesso apertamente e pubblicamente affermato di essere informatori.”
Quando gli viene chiesto se rimpianga l’omicidio di Kerr e Carroll, risponde: “La perdita di qualunque vita umana è una tragedia, quindi certo, rimpiango che un uomo possa perdere la vita; ma è un fatto che oggi in Irlanda ci sia ancora un’interferenza britannica politica e militare, ed è perciò ovvio che venga ancora posta resistenza.” Ha poi definito l’omicidio di Kerr una prova che molti repubblicani stanno scegliendo il modo di pensare della CIRA, sostenendo che coloro che hanno messo la bomba sotto l’auto del poliziotto Cattolico ad Omagh si erano recentemente distaccati dalla PIRA.
Secondo Robin Wilson, un esperto delle divisioni settarie in Irlanda del Nord, il Good Friday Agreement e la politica di decentramento e condivisione dei poteri anche con i rappresentanti de gruppi paramilitari avrebbero dovuto portare ad una diminuzione della violenza; invece si è verificato l’opposto, e la presenza dei gruppi paramilitari è ritenuta maggiormente legittima adesso piuttosto che quando fu promulgato il Good Friday Agreement, soprattutto dai più giovani. “Questo,” spiega, “è avvenuto perché i gruppi “repubblicani” e “lealisti” – questi ultimi responsabili, insieme alle forze di stato, di gravissime violazioni dei diritti umani – hanno iniziato a definirsi “ex combattenti” e si sono reinventati come “fabbricanti di pace”, ma dai giovani vengono considerati traditori.”