IL LEADER DELLA REAL IRA PERDE IL RICORSO IN APPELLO PER IL PROCESSO SULLA STRAGE DI OMAGH

Due dissidenti repubblicani, tra cui il leader della Real IRA, Michael McKevitt, hanno perso il ricorso in appello contro una sentenza storica del tribunale civile che li aveva giudicati  responsabili dell’attentato di Omagh.

Tre giudici della Corte d’Appello hanno dichiarato che ci sarà un nuovo processo civile per Colm Murphy, mentre la Corte Suprema a settembre deciderà se processare nuovamente Seamus Daly.
I dodici parenti che avevano presentato lo storico caso hanno già perso diversi appelli per quanto riguarda l’indennizzo riconosciuto loro durante la prima udienza, due anni fa, e avevano fatto ricorso civile perché affermavano che le autorità non fossero riuscite ad ottenere un’effettiva condanna penale per l’attentato dell’agosto 1998.
Nel giugno 2009 il giudice Morgan, ora Lord Chief Justice in Irlanda del Nord, aveva scoperto che Michael McKevitt, Seamus Daly, Liam Campbell e Colm Murphy erano i responsabili dell’attentato firmato Real IRA. In particolare sono state fondamentali, nel successo dell’azione contro McKevitt, le prove raccolte da un agente dell’FBI sotto copertura, l’americano David Rupert, che sosteneva di essersi infiltrato nell’organizzazione terroristica.
Ma nel gennaio di quest’anno i quattro uomini hanno lanciato un appello a Lord Justice Higgins, Lord Justice Girvan e Lord Justice Coghlin; Higgins ha dichiarato giovedì che i giudici hanno respinto quelli di McKevitt e Campbell, affermando però che le accuse contro Murphy saranno ritrattate a causa di una serie di problemi legali sorti durante il primo processo. Murphy era stato il primo ad essere accusato per l’attentato di Omagh, ma è stato successivamente assolto da un tribunale a Dublino. Anche le argomentazioni per un nuovo processo a Daly, hanno aggiunto i giudici di Belfast giovedì, saranno ascoltate.
Nessuno dei quattro imputati ha ascoltato le sentenze in tribunale, mentre molti parenti delle vittime erano presenti, e hanno potuto udire i giudici respingere i singoli appelli riferiti alle accuse di danni aggravati rivolte loro, ed esprimersi contro il fallimento del giudice del processo nell’assegnare loro pene esemplari.
Successivamente, Michael Gallagher, il cui figlio Aidan, ventun anni, era tra le vittime, si è detto deluso per l’esito del caso.
“È un eufemismo affermare che proviamo sentimenti contrastanti. Due di coloro che credevamo fossero i principali responsabili sono ancora sotto accusa, ma studieremo la sentenza dei giudici nei confronti degli  altri due. Penso che sia inevitabile che ci sarà un nuovo processo per Murphy, come per Daly c’è la stessa possibilità”. Ha poi aggiunto che  la lotta dei familiari delle vittime per la giustizia continuerà: “A tal fine speriamo di poter incontrare presto il procuratore generale per discutere alcuni aspetti”.
L’esito del ricorso civile, ha spiegato, aveva rafforzato l’insistenza delle famiglie per un’inchiesta completa, pubblica e indipendente da entrambe le sponde del confine.
Stanley Ann McCombe, la cui moglie è stata uccisa dalla bomba, ritiene invece le decisioni un “dettaglio insignificante”, e ha invitato i politici dell’Irlanda del Nord a sostenere le richieste delle famiglie per una inchiesta pubblica: “Dal 1998 i politici non fanno altro che deluderci. Promettono questo e quell’altro, ma non mantengono mai quelle promesse. Tutto quello che chiediamo è la verità. Per quanto ci riguarda i colpevoli dell’attentato di Omagh non saranno mai portati davanti alla giustizia, quindi cerchiamo di arrivare alla fine di tutto questo attraverso un’inchiesta pubblica”.
Gallagher ha dichiarato che stava a ciascuna delle dodici famiglie decidere se continuare o meno con l’azione legale, aggiungendo: “È stata una lotta lunga e difficile, e sembra che dovremo continuarla”.
Gli avvocati torneranno in tribunale il 9 settembre, quando il caso verrà riesaminato.

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