STEPHEN NOLAN RACCONTA GLI SHANKILL BUTCHERS

I macellai di Shankill tenevano  Belfast in una morsa di terrore – Il documentario

Con 19 morti in totale, gli Shankill Butchers erano la gang  di serial killers più prolifico nella storia inglese.
Durante gli anni bui dei Troubles, la loro ferocia era insuperabile, paralizzando di paura entrambe le comunità nel Nord Irlanda.
Con un unico accesso a migliaia di pagine di prove e di interrogatori in esclusiva, Stephen Nolan è ritornato nel luogo in cui era stato per chiedere come gli Shankill Butchers se la siano cavata per così tanto tempo nonostante gli omicidi.
The Shankill Butchers è un nuovo documentario in cui i files del Court Service dal processo sono stati rivelati per la prima volta a BBC Northern Ireland.
Le orecchie di Stephen Nolan hanno ascoltato i familiari delle vittime che parlavano per la prima volta e hanno interrogato l’ex capo del CID incaricato delle indagini.
Il programma ha aiutato anche a tracciare un profilo psicologico dello “spietato e sadico” leader della gang, Lenny Murphy, che, anche se incarcerato per sei anni per un crimine non connesso a questo, continuò a dirigere gli omicidi dalla sua cella in prigione.
Usando una combinazione di materiale d’archivio e di interviste recenti, i Macellai di Shankill ha ripercorso i giorni  peggiori dei Troubles e catturato il complesso clima politico, sociale e religioso in cui avvennero quei barbari omicidi.

Robert McCann, fratello della vittima Stephen McCann, ricorda il secondo in cui “le luci si spensero”.
“Mi svegliai il mattino dopo, senza sapere nulla se non che mia sorella Sheila e mia zia Sheila erano sedute ai lati del letto” ha detto.
“Ricordo molto, molto bene di aver messo una scarpa da football e di aver chiesto in modo casuale: ‘Oh, sta bene?’
“E lei disse ‘Smettila. È morto.”
Sua sorella, Delia McCallum, ancora non riesce a pensarci.
Il documentario mostra anche in modo tangibile il terrore che serpreggiava per tutta la città di Belfast.
Charlotte Morrisey, figlia della vittima Joseph Morrisey, lo descrive come il periodo più spaventoso della sua vita.
Le testimonianze personali e private dei familiari delle vittime non lasciano dubbi sull’eredità lasciata dalla brutalità di quegli eventi.
Parlando delle orribili circostanze della morte di suo padre, Charlotte disse: “Dopo che mi è stato detto che si trattava di mio padre, guardai mia madre che si dondolava avanti e indietro sulla sedia.
“Piangeva e diceva: ‘Gesù, non il mio Joe, non il mio Joe’.
“Il suo Joe era morto e in qualche modo sapevo , guardandola, che Dio sarebbe stato più buono se avesse preso lei.. questa splendida e vibrante donna era scomparsa, uscita di testa.”
Aggiunse: “Secondo me, se queste vittime fossero state Protestanti, non sarebbe mai stato permesso che questa situazione andasse avanti per così tanto tempo.
“In pratica, è come se dicessero che siamo cani randagi. Che siamo cittadini di seconda classe e che in ogni modo non sei importante.
“Questo è il nostro paese e se vogliamo portar qualcuno fuori e ridurlo in pezzi, va bene. Lo faremo. Lo abbiamo già fatto, guardateci, e ne usciamo senza problemi”
Stephen Nolan intervistato l’ispettore Capo, Jimmy Nesbitt, ex capo del CID alla Stazione di Polizia di Tennent Street e ha chiesto se a suo tempo fosse stato fatto abbastanza per fermare gli omicidi.
Secondo lui, alcuni nella comunità Cattolica ritenevano che qualcuno facesse finta di non sapere l’identità degli Shankill Butchers, che erano invece ben noti nel circolo giornalistico, dall’ Intelligence Britannica e da molti nella comunità di Shankill Road.
Respingendo l’accusa, l’ex DCI Nesbitt ha replicato: “Non ha nessun senso. Quelle persone erano killers, uccidevano gente innocente, solo vittime innocenti, che non erano coinvolti in nulla.
“Conoscevamo la brutalità, la crudeltà e gli orrori degli omicidi, e noi volevamo prenderli e ce la mettemmo tutta per prenderli.”
La Baronessa May Blood ha parlato anche della vergogna portata alla comunità di Shankill e di come la gente fosse messa a tacere dal terrore.
“Immagino che il 30 o 40% (di quanti vivevano a Shankill) sapessero chi erano i macellai, ma non li avrebbero mai denunciati” disse.
“Quella gente aveva una tale presa sulla comunità e c’era tanta paura, che la gente non ci si metteva in mezzo.
“Mi sono spesso chiesta se i leaders dell’ UVF e dell’UDA sapessero cosa stesse succedendo. Tutto ciò avveniva nel loro nome? Ognuno aveva solo i propri pensieri su questa questione.”
Stephen Nolan, che aveva sei anni quando gli Shankill Butchers vennero condannati nel 1979, ha detto: “è una storia di debolezza e di una tragedia umana che si fa fatica a capire.
“Molte persone sono morte senza motivo e non ho che ammirazione per quelle famiglie coraggiose delle vittime morte in circostanze così orribili.
“Nella partecipazione al programma, hanno creato una testimonianza duratura importante.
“Non ero abbastanza grande per capire che cosa stesse succedendo in quel tempo e quindi fare un documentario è stato per me, un viaggio e un’esperienza di apprendimento.
“Gli Shankill Butchers usarono i Troubles come un pretesto per quello che facevano, e quello che facevano erano solo omicidi seriali.”
Tra i partecipanti al programma, il patologo statale di quel periodo, Prof. Thomas Marshall, gli psicologi Prof. Peter Hepper e Geoffrey Beattie e il giornalista  Jim Campbell, che  a quel tempo lottarono per la cattura degli Shankill Butchers, e Deric Henderson, che testimoniò al processo presso la Crumlin Road Courthouse.

(Traduzione a cura di Valentina Prencipe)

The Shankill Butchers 1° Parte

The Shankill Butchers 2° Parte

The Shankill Butchers 3° Parte

The Shankill Butchers 4° Parte

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Shankill Butchers held Belfast in grip of terror (BBC News NI)

With 19 murders between them, the Shankill Butchers were the most prolific gang of serial killers in UK history.
During the dark days of the Troubles, their savagery stood apart, paralysing both communities in Northern Ireland with fear.
With unique access to thousands of pages of evidence and exclusive interviews, Stephen Nolan goes back to the patch where he was brought up to ask how the Shankill Butchers got away with murder for so long.
The Shankill Butchers is a new documentary in which Court Service files from the trial are released for the first time to BBC Northern Ireland.
Stephen Nolan hears accounts from victims’ families speaking for the first time and questions the former CID chief in charge of the investigation.
The programme also helps to build a psychological profile of the “ruthless and sadistic” gang leader, Lenny Murphy who, even though jailed for six years for an unrelated offence, would continue to direct the murders from his prison cell.
Using a combination of archive footage and contemporary interviews, The Shankill Butchers, looks back at some of the worst days of the Troubles and captures the complex political, social and religious climate in which these barbaric murders took place.
Robert McCann, the brother of victim Stephen McCann, remembers the second the ‘lights went out’.
“I got up the following morning, knew nothing about anything except that my sister Sheila and my Auntie Sheila were sitting at the edge of the bed,” he said.
“I remember very, very well putting on a football boot and just very casually asking, ‘Oh, is he OK?’
“And she said, ‘Just stop. He’s dead’.”
His sister, Delia McCallum, still can’t bear to think about it.
The documentary also captures a tangible sense of the terror that swept across the city of Belfast.
Charlotte Morrisey, daughter of victim Joseph Morrisey, described it as the most fearful time of her life.
The very personal and private testimonies of the families of the victims leave no doubt about the legacy left by the brutality of the events.
Speaking about the horrific circumstances of her father’s death, Charlotte said: “After I had been told it was my father, I looked over to my mother and she was holding herself rocking back and forward in the chair.
“She was just crying, ‘Jesus not my Joe, not my Joe’.
“Her Joe was gone and I kind of knew by looking at her that it would probably have been kinder if God had taken her then… this wonderful vibrant woman had gone, all gone.”
She added: “My understanding of it was that had these victims been Protestants this would never have been allowed to go on for as long as it did.
“Basically, it said you are like dogs on the street. You are second class citizens, you don’t matter anyway.
“This is our country and if we want to take anyone out and we want to cut them to pieces, that’s fine. We’ll do that. We have done it, look at us, we’re getting away with it.”
Stephen Nolan questions Detective Chief Inspector, Jimmy Nesbitt, the former head of CID at Tennent Street Police Station and asks if enough was done at the time to stop the murders.
He puts it to him that some in the Catholic community felt a “blind eye” was being turned and that the identity of the Shankill Butchers was well known in journalistic circles, by British Intelligence and by many in the community on the Shankill Road.
Refuting the claim, former DCI Nesbitt replies: “That’s absolute nonsense. These people were killers, they were killing innocent, purely innocent victims, people who were involved in nothing.
“Brutality, savagery, horrific killings and we wanted to catch them and we put every effort into catching them.”
Baroness May Blood also speaks of the shame brought to the Shankill community and how people had been silenced by terror.
“I would imagine 30 or 40% (of those living in the Shankill) knew who the butchers were, but they weren’t going to name them,” she said.
“These people had such a grip on the community and there was such fear you didn’t cross them.
“I often wonder did the leaders of the UVF and UDA know what was going on. Was this being done in their name? You just have your own thoughts about it.”
Stephen Nolan, aged six at the time the Shankill Butchers were convicted in 1979, said: “This is a story of wickedness and of human tragedy that is hard to comprehend.
“So many people died needlessly and I have nothing but admiration for the brave families of the loved ones who lost their lives in such terrible circumstances.
“In participating in the programme they have created powerful lasting testimony.
“I wasn’t old enough to understand what was happening at the time and so making the documentary has been a journey and a learning experience for me.
“The Shankill Butchers used the Troubles as a cloak for what they did, and what they did was no more than serial killing.”
Other contributors to the programme include the state pathologist at the time, Professor Thomas Marshall, psychologists Professors Peter Hepper and Geoffrey Beattie and journalists Jim Campbell, who campaigned at the time for the capture of the Shankill Butchers, and Deric Henderson, who reported on the trial at Crumlin Road Courthouse.

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