L’AUSTERITY IRLANDESE VERRA’ AVVERTITA ANCHE AL NORD

Gli economisti si interrogano sugli effetti che il piano di austerity promosso da Brian Cowen potrebbe avere in Irlanda del Nord

Una finanziaria all’insegna dell’austerity quella promossa dal Primo Ministro irlandese Gordon Brown. Tagli per 10 miliardi di euro da spalmare fino al 2014, 5 miliardi in entrate fiscali extra e la soppressione di 24000 posti di lavoro nel settore statale.
Inevitabile che una tale manovra non sortisca effetti anche nel Nord Irlanda.
Il piano avanzato da Cowen andrà a combinarsi con “le nostre proprie misure di austerità sfornate da Stormont e un mercato immobiliare ancora stagnante su entrambi i lati del confine e porterà inevitabilmente al nervosismo sia per le imprese che per i consumatori” spiega Hal Catherwood, direttore di divisione agenti di cambio della Brewin Dolphin.
Ma Michael Hall, socio dirigente della Ernst & Young, sottolinea che è necessario fare una sostanziale distinzione tra le imprese nordirlandesi che dipendono dal mercato interno alla Repubblica, da quelle che dipendono invece dal suo mercato delle esportazioni che ancora è attivo.
“Per le imprese che dipendevano dal mercato interno – in particolare quelle legate al settore immobiliare e alle spese dei consumatori – le cose saranno più difficili , in particolare nelle aree di confine”.
L’aumento dell’IVA nella Repubblica potrebbe portare ad un altro esodo di compratori provenienti dalla Repubblica verso l’Irlanda del Nord – ma non nel futuro immediato”, sostiene Hall, dato che i livelli nel Regno Unito e nella Repubblica saranno più o meno testa a testa fino al 2013.
Ma c’è un aspetto di base dell’economia nordirlandese non da sottovalutare e che potrebbe fungere da rete di salvataggio per il nord dell’isola. “Una parte enorme del settore privato in Irlanda del Nord è costituito dall’agricoltura e dalla produzione di alimenti. La gente ha bisogno di mangiare e bere e per questo le cose che vendiamo all’interno dell’economia nazionale non ne risentirà”.

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Irish austerity measures ‘will be felt in Northern Ireland’ (Belfast Telegraph)
Austerity measures in the Republic will be felt in Northern Ireland, economic experts have warned.
Businesses here may find themselves suffering as a result of tough conditions for trading partners south of the border, according to Hal Catherwood, divisional director at stockbrokers Brewin Dolphin.
“This combined with our own austerity measures coming out of Stormont and a still stagnant housing market on both sides of the border will inevitably lead to nervousness for both businesses and consumers,” he said.
But Michael Hall, managing partner of accountants Ernst & Young, said it was important to distinguish between Northern Ireland firms dependent on the Republic’s domestic market, and those dependent on its relatively buoyant export market.
“Firms who depended on the domestic market — particularly those which depend on spending on construction and consumer spending — will find things more difficult, particularly in border areas.”
Rising VAT in the Republic could see another exodus of shoppers from the Republic to Northern Ireland — but not in the immediate future, Mr Hall said, as levels in the UK and Republic will be more or less neck and neck until 2013.
But there is one facet of Northern Ireland’s business base which should withstand the Republic’s economic shock. “A huge part of the private sector in Northern Ireland is agriculture and food. People need to eat and drink so things which we sell into the domestic economy will not be hit.

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