SPECIALE ELEZIONI: ULTIMI FUOCHI

a cura di Flavio Bacci

Ultime scaramucce in attesa del responso finale di domani 6 maggio. In gioco molto più di un posto a Westminster.

Per l’Irlanda del Nord, infatti, si tratta di decidere il destino dello stesso governo. In effetti, nel caso lo Sinn Fèin dovesse confermare il dato delle europee e rimanere primo partito del paese; non è escluso possa candidare McGuinness come futuro primo ministro.
Ieri, ultimo dibattito televisivo. Il tema più caldo è stato, previdibilmente, la sicurezza in Nord Irlanda. Sir Reg Empey, leader dell’UUP, era dato per spacciato sul tema. Di contro aveva i rappresentanti di 3 partiti che avevano votato favorevolmente la devolution. Con una abile manovra politica, Sir Empey ha saputo trasformare lo svantaggio in vantaggio. Ha chiesto ad Adams e a Margaret Ritchie, leader dei partiti cattolici, se avessero previsto, in caso di necessità, il ritorno dell’esercito sulle strade di Belfast. Ovviamente hanno categoricamente escluso una tale iniziativa. Questo voleva Sir Empey che, gongolante, ha dimostrato l’assoluta empasse della giustizia delle sei contee in caso di ritorno all’epoca dei Troubles.
Margaret Ritchie, SDLP, è apparsa leggermente più distesa dopo il frenetico intervento nel precedente dibattito. Ha ribadito come il voto allo Sinn Fein nelle elezioni generali sia un voto sprecato perchè gli ipotetici eletti non siederanno a Westminster: “Westminster è vitale per noi. Chi dice altrimenti è in errore”, ed ancora, con chiaro riferimento a Adams e i suoi: “E’ essenziale che la gente sia rappresentata dai parlamentari di Westminster che devono occupare il loro posto e lavorare.”
Forse un po’ di demagogia da parte della Ritchie che afferma poi:” La priorità di queste elezioni rimane il problema dell’occupazione. Portare lavoro ed investimenti al nord è la maggiore ambizione del SDLP, ci opponiamo ad ogni tipo di taglio”. E’ ovvio che il maggiore avversario a cui rubare voti rimane lo Sinn Fèin.
Nel frattempo, mentre Robinson predice la vittoria di Cameron,  le elezioni in Nord Irlanda assumono un valore più generale. Nick Clegg, leader dei LibDems, invita a votare Alliance, altro grande escluso, assieme al TUV, dal dibattito.
Proprio Jim Allister, leader del TUV, nonostante sia confortato dagli ultimi sondaggi, resta ancora contrariato per l’esclusione al dibattito televisivo: “Devo ancora incontrare un elettore in grado di non giustificare la nostra domanda, così come in Galles e Scozia e ovunque nel mondo democratico, di dare agli elettori del Nord Irlanda la possibilità di votare un partito fuori dal parlamento e di avere un opposizione all’interno dell’assemblea.”

Countdown verso l’Election Day

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