‘UNIONIST FORUM’, IL “PIU’ RAPPRESENTATIVO” GRUPPO UNIONISTA IN MEZZO SECOLO

Prima riunione dell’Unionist Forum, il gruppo capeggiato da Peter Robinson (DUP) e Mike Nesbitt (UUP) nato con lo scopo principale di giungere ad una risoluzione della controversia circa la Union Flag, fonte di violenze da più di un mese. C’è attesa per la più grande ‘flag protest’ mai organizzata fino ad ora

Il Primo Ministro Peter Robinson, che ha presieduto i colloqui a fianco del leader UUP Mike Nesbitt, lo ha descritto come “il più rappresentativo” gruppo unionista riunitosi in mezzo secolo.

Presenti esponenti politici del PUP, TUV e UKIP, così come il reverendo Mervyn Gibson, Winston Irvine del lealista North and West Belfast Parades Forum, e tra gli altri, membri dell’Orange Order.

“Parleremo a chiunque voglia interloquire con noi su come siamo in grado di andare avanti in modo esclusivamente pacifico e democratico”, ha detto il leader del DUP disposto anche a scendere in colloqui con i paramilitari.

“Mai prima d’ora le persone all’interno della comunità unionista hanno avuto la possibilità per tutti i loro rappresentanti, non importa quale sia il loro punto di vista, di essere in una camera per discutere di  un programma comune e di andare avanti in quella direzione”, continua Robinson.

“Questa è la via da seguire per il Nord Irlanda e questa è la base su cui discuteremo.”

Mike Nesbitt crede la risoluzione delle violenze sia raggiungibile solo attraverso il dialogo.

“La lezione degli ultimi 15 anni insegna che l’unica cosa che funziona, è il dialogo globale”.

“E capisco i media che ci chiedono se parleremo con i ‘paramilitari lealisti’, ma credo anche di comprendere che le persone con questo tipo di passato alle spalle guardano a ciò che è qui (sede del Parlamento), guardano a coloro che entrano in quella camera (Assembly)  per rappresentare il repubblicanesimo (Sinn Féin) e francamente vedono un’ipocrisia e pensano che da un lato è stato preso di mira, mentre dall’altro lo si celebra”.

Drew Nelson, Orange Order Grand Secretary, e il Grand Chaplain Rev Mervyn Gibson hanno rilasciato un comunicato congiunto.

“La rimozione dell’Union Jack dalla Belfast City Hall ha agito da catalizzatore per convertire una generazione di frammentazione unionista, ed è profondamente incoraggiante assistere alla coalescenza di una più ampia famiglia Pro-Unionista”.

“Tutti i fili dell’unionismo hanno ora un veicolo reale e tangibile per lavorare insieme su questioni di interesse comune. Non dobbiamo perdere questa opportunità per una cooperazione costruttiva”.

John O’Dowd, Sinn Fein, ha puntualizzato che colloqui tra unionisti, non promuovono il rispetto per le diverse identità nazionali.

“Ci deve essere una discussione aperta su come le identità irlandese e britannica possano essere rispettate e valorizzate”.

“L’unionismo deve affrontare la realtà che il Nord è cambiato e continuerà a cambiare. Qualsiasi tentativo di rifarsi a un solo lato del passato può solo seminare più confusione tra unionisti e lealisti.”

L’analisi di Noel McAdam, corrispondente politico del Belfast Telegraph

Il ritorno della Union Flag sulla Belfast City Hall, per un solo giorno, ha segnato una tregua negli scontri che ha messo a ferro e fuoco East Belfast per 6 giorni consecutivi.

Restano forti i timori per la più grande protesta fino ad ora organizzata che dovrebbe aver luogo venerdì 11 gennaio, incurante della primo riunione dell’Unionist Forum.

Gli organizzatori hanno specificato che si tratterà di proteste “multiple” che si svilupperanno nell’arco di 2 ore  in tutta l’Irlanda del Nord in quella che è stata denominata ‘Operation Standstill’. Tra le località indicate  Belfast, Newtownards, Larne, Rathcoole, Portadown e Bangor.

Intanto la Confederation of British Industry ha rivelato che gli ultimi 40 giorni di proteste hanno pesato sulle tasche dei contribuenti tra i 10 e i 15 milioni di sterline, senza tener conto dei danni economici, finanziari e di immagine. I costi a carico della polizia potrebbero toccare i 7 milioni di sterline oltre al ferimento di 66 agenti.

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