ESPLOSIONE A DERRY, ANCORA UN MISTERO

La PSNI non si sbilancia: ancora nessuna valida spiegazione per la forte esplosione di ieri pomeriggio nell’area di Waterside. Evacuate circa sessanta persone, fino a stamattina rimaste chiuse le strade circostanti Spencer Road per facilitare le ricerche

Resta un mistero la causa del boato che ha scosso l’area di Waterside ieri pomeriggio, appena passate le 17:00, e che è stato udito in tutta la città. “Non sentivamo un’esplosione così forte da anni” è la testimonianza di una donna costretta a lasciare la sua abitazione, a Dunfield Terrace. “Sono certa che fosse da questa parte del fiume, perché non c’è stata eco”.
Intanto, mentre la PSNI continua ad investigare, si inseguono le teorie: alcuni riportano di aver avvistato uomini a volto coperto scappare da Dunfield Terrace e detriti atterrare sui tetti nell’area di Spencer Road appena dopo l’esplosione, e sono convinti si sia trattato di un attacco contro la polizia; altri incolpano una fuga di gas, altri ancora sembrano attribuire il boato all’esplosione di uno pneumatico di un camion.
In effetti, testimoni oculari affermano di aver visto uno pneumatico esplodere nell’area di John Street proprio intorno a quell’ora, e dichiarano che “è proprio sembrata una bomba”, ma persistono dubbi che il boato possa essere stato tanto forte da essere udito anche sull’altra sponda del Foyle.
“Il quadro è piuttosto confuso”, ammette Chris Yates, Chief Superintendent della PSNI, “ma non vogliamo escludere nulla. L’attacco contro la polizia è solo una delle piste”. Mentre fino a stamattina l’area è rimasta chiusa “per evitare scenari da incubo”, come spiega Yates, è di circa un’ora fa la notizia che la polizia abbia deciso di riaprire Spencer Road e lasciar rientrare i residenti a casa. Tuttavia, la raccomandazione è di “rimanere vigili” finché non sarà stata accertata la causa dell’esplosione che, ha sottolineato Martin Reilly (SDLP), è stata “causa di forte turbamento per tutti, qualunque sia la motivazione”.
Anche Gregory Campbell (DUP) ha preso la parola, augurandosi che la comunità sia pronta ad “alzare la voce” se si accerti la matrice di attacco contro le forze di sicurezza: “Non ci può essere nascondiglio”, dichiara. “Tutti noi – tutti i rappresentanti politici, tutte le sezioni di questa comunità –  dobbiamo decidere se tornare al passato o andare avanti”.
Si resta in attesa di ulteriori sviluppi.

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