“RICOSTRUIREMO IL MOVIMENTO REPUBBLICANO”: PACKY CARTY PRESENTA SAORADH A RADIO FREE ÉIREANN

Martin Galvin dai microfoni di Radio Free Éireann intervista l’ex prigioniero Repubblicano Packy Carty di Saoradh, il nuovo Partito Repubblicano Irlandese, in diretta dalla Contea di Tyrone

Trascrizione originale da The Transcripts  

Radio Free Éireann
WBAI 99.5FM Pacifica Radio
New York City
Ascolta sul web: wbai.org (tutti i sabati alle 17 ora italiana)
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Martin: E con noi oggi abbiamo Packy Carty in Tyrone. Benvenuto a… beh, dovrei dire bentornato, visto che mi risulta tu abbia fatto un’intervista anni fa con John McDonagh… bentornato a Radio Free Éireann.
Mi risulta che sia stato a settembre che il tuo nuovo partito politico, un nuovo partito Repubblicano Irlandese, è stato formato, e che il nome significhi “liberazione”. Potresti dirci come si pronuncia, prima di tutto?

Packy: Amici [in irlandese nell’originale, NdT], Martin, grazie per averci in linea. Noi lo pronunciamo “Sear-róo”, ma la pronuncia del Gaelico varia a seconda delle province, quindi in Leinster o in Munster potrebbe suonare un po’ diverso.

Martin: Chiaro. E, ovviamente, si scrive s-a-o-r-a-d-h…

Packy: …sì…

Martin: …quindi se state cercando informazioni ecco dove andare. Okay. Vorrei… prima di tutto, raccontaci qualcosa sul tuo background personale e sul tuo coinvolgimento nel Repubblicanesimo Irlandese. Ti ho parlato brevemente al telefono di questa intervista e mi hai detto che ci sei nato, che tuo zio è stato ucciso, tuo padre è stato in carcere, tu stesso sei stato in carcere… quindi raccontaci brevemente di te e dei legami della tua famiglia con il Repubblicanesimo Irlandese.

Packy: Sì, be’, sono nato a Dungannon nell’East Tyrone che è, sai, un’area fortemente Repubblicana, l’area dove la East Tyrone Brigade operava. Mio zio Paddy venne ucciso ad Omagh nel 1973 e mio padre fu un prigioniero Repubblicano negli anni ’70. Io personalmente sono stato attivo nel Repubblicanesimo da più o meno metà alla fine degli anni ’90 e sono stato internato a Maghaberry nel 2012. Ho passato quel periodo partecipando alla protesta con gli altri prigionieri della Roe House.

Martin: E questo si chiama internamento preventivo, quando semplicemente ti negano la cauzione, e ti trattengono… per quanto sei rimasto dentro? E poi al processo dissero che non c’erano prove contro di te e il caso fu chiuso.

Packy: Sì, infatti, mi accusarono sulla base di una serie di affermazioni e mi trattenero per nove mesi. Fui arrestato a… mi sembra fosse febbraio 2012. Ero in macchina con mia moglie e i miei figli, mi arrestarono lì sul ciglio della strada e trattennero tutta la notte alle Interrogation Barracks di Antrim, poi mi portarono a Enniskillen la mattina seguente e da lì dritto a Maghaberry.

Martin: Bene, ora andiamo dritti al punto. Dicci: cos’è Saoradh e perché tu ed altri Repubblicani avete formato un altro partito Repubblicano, alcuni direbbero, oltre allo Sinn Féin?

Packy: Per quanto riguarda il formare un nuovo partito sai che il movimento ha più formalizzazione. Esiste da cinque anni o più ormai. Si è aggregato inizialmente intorno alla questione dei prigionieri e in particolare all’Irish [Republican, NdT] Prisoners’ Welfare Association (IRPWA), ma andando indietro a quando uscii di prigione nel 2012 [ricordo che] c’erano già discussioni e trattative per costruire quello che ora è diventato Saoradh. Quei negoziati sono stati perfezionati e prolungati nell’interesse dell’unità Repubblicana, e ne sono stati altri con un buon numero di gruppi Repubblicani e indipendenti per costruire quello che nell’ultima parte dell’anno appena concluso è diventato Saoradh.

Martin: Okay. E qual è la strategia del vostro partito per riunificare l’Irlanda laddove ritenete che lo Sinn Féin e gli altri partiti abbiano fallito?

Packy: Be’, per iniziare bisogna ripartire dal nocciolo della questione e ricostruire il Movimento Repubblicano, ricostruire il Repubblicanesimo dalle radici. Lo Sinn Féin ha adottato questo approccio che è stato un diktat dall’alto verso il basso, e praticamente ha distrutto il Repubblicanesimo facendosi completamente assorbire nell’establishment britannico e in Stormont, dove si amministra il potere britannico. Quindi capisci, è una lunga e ardua strada ripartire da lì, e siamo appena all’inizio. Perciò al momento siamo concentrati sul costruire il partito, fissarne le strutture, coinvolgere la gente e focalizzarci su quello che la gente affronta nella vita quotidiana, sulle sue difficoltà e su come il dominio britannico impatti sulla gente ogni giorno.

Martin: Ora il 2 marzo ci saranno le elezioni. So che il partito è stato appena fondato e di sicuro non vi aspettavate che ci sarebbero state le elezioni così presto e sono sicuro che non correrete con alcun candidato, ma cos’è che il vostro partito chiederà alla gente di fare il 2 marzo? Alcuni dicono: se voti per lo Sinn Féin, tieni Arlene Foster fuori. Cos’è che il vostro partito vuole fare? E dicci anche la teoria o il sentimento secondo cui quello che chiederete alla gente di fare promuove l’Irlanda unita più di quanto votare per altri non lo faccia.

Packy: Be’, dalla prospettiva di Saoradh non conta se il dominio britannico sia diretto o indiretto. È sempre dominio britannico. E nella realtà Stormont ha davvero poco potere e l’ha dimostrato: hai visto che lo Sinn Féin non riesce nemmeno a far approvare l’Irish Language Act. Sono completamente… sono degli sprovveduti pensano di poter apportare un qualsiasi cambiamento tramite un’istituzione britannica come Stormont. Stormont recentemente è caduto a causa della corruzione e si è dato la zappa sui piedi con l’ultimo piano RHI (Renewable Heat Incentive), ma quello che il nostro partito chiederà alla gente è di adottare un approccio rivoluzionario. Adotteremo un approccio al di fuori dal potere britannico e chiederemo alla gente di non andare a votare. Chiederemo di votare con i piedi e stare a casa. Come sai è passato solo un anno dall’ultima elezione, e l’affluenza era calata fino a sotto il 54%. Ora, tenendo presente che non riconosciamo lo stato-farsa che viene chiamato Irlanda del Nord, quello che noi chiameremmo le Sei Contee Occupate per intenderci, tenendo presente che tecnicamente non lo riconosciamo, comprendiamo i vantaggi del cercare di spingere l’affluenza al di sotto del 54% per sfatare il popolare mito che il potere britannico, o il suo punto d’appoggio in Irlanda, cioè Stormont, abbia una qualche sorta di mandato popolare. Quindi ecco la campagna in cui siamo impegnati: incoraggiare i cittadini irlandesi a stare a casa e ribaltare quello che è percepito come il loro supporto al dominio britannico in Irlanda.

Martin: E vedere lo Sinn Féin a Stormont – cosa che dichiara che sia per dare potere ai Nazionalisti, ai Repubblicani – hai detto che è soltanto parte dell’amministrazione britannica. Il fatto che lo Sinn Féin sia a Stormont, nelle commissioni di vigilanza e in altre istituzioni dello stato è un aiuto? O è solo, nella tua visione, qualcosa che dà credibilità non desiderata al dominio britannico?

Packy: Sono stati completamente assorbiti nel sistema, capisci. Mi sembra che Davy Jordan, il nostro presidente nazionale, l’abbia dichiarato all’Ard Fheis inaugurale, sono stati assorbiti dallo stesso sistema che si erano preposti di rovesciare. Al momento presente ci sono centomila bambini che vivono in povertà sotto la dominazione britannica in Irlanda e questi dati provengono da una organizzazione benefica britannica, la Joseph Roundtree Trust. Non ci si può nascondere da questo. Lo Sinn Féin sta rovesciando austerità e misteri sui centri operai in cui è nato. Enfatizza molto il fatto di aver costruito il suo potere elettorale a partire dall’hungerstrike e dalla morte di persone come Bobby Sands e Patsy O’Hara. Ma se vai nei quartieri dove Bobby Sands e Patsy O’Hara sono nati rispettivamente a Belfast e Derry, ti accorgi di essere in una delle aree più povere dell’Europa occidentale. E quello è il risultato di una guerra economica contro il popolo irlandese che la Gran Bretagna ha continuato a perseguire: non è mai finita. E quello a cui stiamo assistendo adesso è la completa sottomissione dello Sinn Féin. Sono letteralmente diventati il nuovo partito nazionalista costituzionale, il nuovo SDLP (Social Democratic and Labour Party), sono a quel livello di compromesso. Hanno completamente tradito il popolo che ha portato il fardello della lotta e che continua a portare il fardello di questo riscoperto programma di austerità neoliberale conservatore. Chi avrebbe pensato che avremmo visto il giorno in cui lo Sinn Féin impone povertà per conto di un governo conservatore che a tutti gli effetti ha ucciso Bobby Sands e gli altri prigionieri degli H-Blocks nel 1981? È una contraddizione in termini e la posizione ipocrita che lo Sinn Féin occupa.

Martin: A un certo punto correrete alle elezioni, mi pare di capire? Correggimi se sbaglio perché mi baso solo su alcuni articoli che ho letto, ma quello che ho capito è che quando il partito sarà pronto correrete alle elezioni, ma che i vostri candidati saranno astensionisti. Qual è la teoria che sta dietro a una scelta astensionista, ad esempio: cercheremo di vincere seggi, mostrare i voti, quantificare il sostegno per la nostra posizione ma non sederemo a Stormont e di sicuro non a Westminster… e non so, manterrete la stessa politica nei consigli locali?

Packy: Dunque, tradizionalmente i Repubblicani, andando indietro al tempo della formazione del Dáil Éireann, hanno utilizzato i consigli locali, ma sui consigli locali al momento c’è ancora un dibattito in corso, un dibattito interno, che parte dalla base. Ma per quello che riguarda istituzioni partitionist come Leinster House e Stormont, non c’è assolutamente alcuna possibilità che Saoradh ora o in futuro corra per occupare seggi in quelle istituzioni. Sì, potremmo utilizzare le elezioni in futuro per correre con candidati astensionisti e la ragione per cui lo faremmo è portare via il controllo alle esistenti istituzioni britanniche. Perché il punto è che l’istituzione delle Ventisei Contee non è il Dáil. Il Dáil è stato soppresso e sostituito dalla Royal Oireachtas. È un parlamento tanto britannico quanto l’amministrazione Stormont delle Sei Contee Occupate. E se guardiamo alla storia recente, chiunque si sia allontanato dalla posizione rivoluzionaria Repubblicana e abbia preso posto a Stormont o alla Leinster House è stato inghiottito e plasmato da quelle istituzioni. Prendiamo persone come Gerry Kelly, persone come Pat Sheehan… Pat Sheehan è un ottimo esempio. Abbiamo un uomo che è stato un combattente dell’IRA, che è stato incarcerato, che è stato on the blanket, che ha fatto lo sciopero della fame, è uscito, ha giurato nuovamente la propria fedeltà al Movimento Repubblicano, è stato arrestato di nuovo, ri-internato e alla fine fatto uscire. È stato nutrito da questa macchina dello stato e ne è emerso come un robot che ora sta lì a dire alla gente di unirsi alle Forze della Corona, di fare gli informatori su altri cittadini irlandesi per quelle Forze della Corona, partecipa a queste commissioni di vigilanza britanniche, ed è un signore. Questo è ciò che succede a lasciarsi coinvolgere in questi processi, e sarebbe un errore enorme per Saoradh o qualunque altra organizzazione Repubblicana. La storia irlandese è stata sporcata dai fallimenti di queste, come dire, mosse verso il nazionalismo costituzionale.

Martin: Bene. Ora, il vostro partito è molto legato ai prigionieri e alla questione dei prigionieri Repubblicani. Potresti dirci alcune delle cose che avete fatto per sostenere i prigionieri Repubblicani, cercare di portare avanti le campagne per la giustizia o aiutare le famiglie di chi è in prigione?

Packy: Sì. Molte persone vorrebbero far credere che non ci siano più prigionieri Repubblicani o che in qualche modo se eri un prigioniero Repubblicano prima del 1998 sei una specie di eroe, e se sei un prigioniero Repubblicano post-1998 sei una specie di paria pubblico, ma c’è molto…

Martin: …e la cosa buffa è che, se posso interromperti, ci sono state persone come Gerry McGeough o Seamus Kearney e altri che sono stati in prigione dopo il 1998 per azioni, azioni dell’IRA, avvenute nel 1980 o 1981 e in qualche modo cadevano lo stesso nella categoria dei paria invece di quella di persone da sostenere come parte della lotta. Scusa per l’interruzione, vai avanti e dicci qual è la tua posizione.

Packy: Sì, infatti, persone come Scotchy (Seamus) Kearney e Gerry McGeough  non hanno seguito la linea dello Sinn Féin e per questo motivo non ricevono le confortanti lettere dal governo britannico che dicono Oh, puoi tornare e vivere una vita normale, capisci, sono perseguitate. E bisogna sottolineare che la Gran Bretagna sta ancora proseguendo la sua guerra, mandando avanti la sua politica di criminalizzazione e di tutti coloro che hanno partecipato alla lotta per la liberazione nazionale si concentrano su chi non segue la linea dello Sinn Féin: non ci sono lettere di conforto per questi ultimi. E penso a uno degli show di dibattito politico sulla televisione britannica in cui Gerry Kelly ha recentemente dichiarato che è a suo agio in relazione alla criminalizzazione mai finita di ex combattenti di quel lungo periodo di guerra precedente al cosiddetto accordo del ’98.

Martin: Una delle cose… non solo, prima di tutto, se la tua posizione era che Bobby Sands e gli altri che erano on the blanket non erano criminali ma prigionieri politici, e poi criminalizzi o mandi in galera persone come Gerry McGeough o Seamus Kearney mi sembra che tu stia tradendo il principio. Ma ancora più di questo, non è un fatto che se eri in prigione in quel periodo è molto, molto difficile, a parte alcune eccezioni, che tu abbia la possibilità di venire negli Stati Uniti perché sei visto come un ‘criminale’, non ottieni il visto perché gli inglesi ti hanno etichettato così, e non puoi ambire a determinate posizioni, non so, ad esempio l’insegnamento, altre posizioni, sei lo stesso criminalizzato a quel livello e lo Sinn Féin era ed è parte del governo che è coinvolto in tutto questo processo, non è così? Questa sarebbe anche la posizione del tuo partito?

Packy: Quello che dici è molto vero. Lo Sinn Féin ha detto a tutti, ai suoi sostenitori, di aver negoziato per mettere fine al conflitto Anglo-Irlandese nel 1998. È stato dipinto così e, come saprai bene, hanno provato anche a portare la stessa versione dei fatti negli Stati Uniti. Quello che emerge è invece che gli inglesi negoziarono una resa del Movimento dei Provisionals e questa è la base di tutto, ed ora ecco gente come Gerry Kelly e Martin McGuinness, che hanno anch’essi queste cosiddette fedine penali sporche per essere stati combattenti nella resistenza Repubblicana, che possono andare a Washington e partecipare a eventi, mentre una persona qualunque che non sia nelle alte sfere dello Sinn Féin non può ottenere un lavoro nella security di un centro commerciale per questa cosiddetta fedina penale sporca, e non può volare in alcuni paesi come gli Stati Uniti e l’Australia perché il suo nome compare nelle no-fly list e nelle liste dei terroristi. Il punto di tutto questo è che lo Sinn Féin non ha negoziato la fine di nulla. Quello che hanno fatto è stato capitolare e immergersi nello stesso sistema che avevano combattuto dall’inizio. Hanno chiuso un cerchio.

Martin: Potresti raccontarci brevemente questo? So che il tuo gruppo ha partecipato alla Marcia per la Bloody Sunday, ma quali sono alcune delle cose… avete aperto sedi, organizzato alcune proteste… alcune delle cose che il partito ha fatto dalla sua creazione appena pochi mesi fa?

Packy: Sì, c’è stata un’ottima partecipazione dei membri e degli attivisti a Derry [in irlandese in originale, NdT], ma Derry è una città forte per noi. Abbiamo una sede a Derry e stiamo anche formando una sezione giovani. Abbiamo formato craoibh in giro per il paese. Abbiamo una sede nel cuore di Belfast e sedi pianificate si spera in luoghi come la Contea di Tyrone e altre aree. I nostri compagni di Dublino erano fra gli attivisti che hanno occupato l’Apollo House togliendola alle banche e aprendola ai senzatetto nel periodo di Natale. E in Tyrone abbiamo ascoltato cittadini preoccupati che devono far fronte al corporate poisoning e al furto delle nostre risorse naturali per mano della Dalradian Gold Company che ha ricevuto in regalo le nostre risorse naturali dalla Corona britannica mentre lo Sinn Féin se ne sta lì sottomesso e non agita le acque… cose di questo genere. Siamo anche costantemente attivi nel portare alla luce i problemi che ogni giorno colpiscono i prigionieri Repubblicani, il fatto che esistano le perquisizioni corporali forzate, il movimento controllato, e prigionieri in isolamento. Ho un caro amico al momento a Maghaberry, Marty McGilloway, che è cresciuto nel mio stesso quartiere, sono quattro anni che Marty viene tenuto in isolamento, la legislazione delle Nazioni Unite dice che una persona non può essere tenuta in isolamento per più di quindici giorni, eppure questa cosa continua. Anche altri prigionieri di Lurgan e altre zone sono tenuti imprigionati nelle stesse condizioni. Su questo siamo costantemente attivi…

Martin: …bene…

Packy: …e stiamo anche lavorando sul reintegrarci nelle aree operaie e affrontare problemi come avere il pane tutti i giorni laddove il dominio britannico sta rovesciando sofferenza e miseria sulla gente che lavora.

Martin: Okay. Il tempo sta finendo. Siamo in linea con Packy Carty di Saoradh, il nuovo partito politico in Irlanda. Packy, prima di salutarci puoi dirci dove trovare ulteriori informazioni su di voi se qualcuno in ascolto le cercasse?

Packy: Certo. Abbiamo un sito, saoradh.ie

Martin: …Okay – e sarebbe (Martin fa lo spelling di Saoradh) È giusto?

Packy: Sì.

Martin: Okay. Ci sono altri posti dove trovare informazioni? Siete su Facebook, mi pare?

Packy: Sì. Siamo su Facebook col nome di “Saoradh – The Unfinished Revolution” e su Twitter col nome di Éire Saoradh. (Packy fa lo spelling)

Martin: Okay, ripeto il nome del partito, Saoradh, che è una parola irlandese e significa “liberazione”. (Martin fa lo spelling di Saoradh) Ripeto, potete trovare informazioni su s-a-o-r-a-d-h punto ie. E potete cercare su Facebook. Packy, grazie per aver presentato il partito al pubblico americano e spero ti riavremo qui per raccontarci ulteriori sviluppi man mano che il partito crescerà e prospererà.

Packy: Go raibh míle maith agat. Grazie mille.

Grazie a The Pensive Quill per aver pubblicato la trascrizione dell’intervista.

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